Istanbul, terrorista spara all’impazzata Terrore in discoteca: almeno 39 morti

Istanbul, terrorista spara all’impazzata
Terrore in discoteca: almeno 39 morti

È di almeno 39 morti e 69 feriti l’ultimo bilancio ufficiale di un attacco armato avvenuto in una famosa e affollatissima discoteca di Istanbul nella notte di Capodanno.

Sono16 le vittime straniere. Non c’è stata ancora alcuna rivendicazione, ma si pensa alla mano dell’Isis. In azione un assalitore. Condanna e solidarietà da Usa, Ue e Nato.

Tutti gli sforzi delle autorità turche sono concentrati in quella che sta diventando una gigantesca caccia all’uomo estesa all’intero Paese. Centinaia di agenti in strada hanno allestito posti di blocco con l’unico obbiettivo di catturare gli attentatori.

Gli attentatori sono ancora in fuga e le ricerche proseguono, afferma il ministero degli Interni turco citato dai media internazionali.

L’Unità di crisi del Ministero degli Esteri italiano è attiva e in contatto con il Consolato generale italiano ad Istanbul «per le verifiche di rito».

Gli aggressori sarebbero entrati nel locale vestiti da Babbo Natale e avrebbe aperto il fuoco a caso sulla folla. La discoteca, che si chiama Reina, si trova nel quartiere di Besiktas, nella parte europea della città.

«Questi pazzi sono entrati sparando ovunque, contro tutto» racconta alla Cnn un testimone, rimasto ferito ad una gamba da un proiettile. E una donna ricoverata in ospedale intervistata da Rai News 24 ha raccontato: «Ero di spalle e mio marito mi ha urlato: “Buttati giù!”. Eravamo vicino a una finestra e ho sentito che due o tre persone stavano sparando. Poi sono svenuta. Molte persone erano a terra. Poi sono arrivate le forze speciali e ci hanno portato via. Mio marito è rimasto ferito in tre punti».

L’attacco della scorsa notte di Capodanno alla discoteca Reina di Istanbul è l’ultimo di una serie di attacchi terroristici che ha colpito la Turchia nell’ultimo anno.
Questi i più gravi:

- 17 febbraio: potente autobomba contro un convoglio militare in pieno centro ad Ankara: 28 morti e oltre 60 feriti.
- 13 marzo: nuova autobomba guidata da un kamikaze esplode nell’affollato centro di Ankara nell’ora di punta serale vicino ad un autobus nell’affollato centro uccidendo 38 persone. Il governo accusa il Pkk e bombarda i curdi in Iraq.
- 28 giugno: attacco con un ordigno e uomini armati all’aeroporto Ataturk di Istanbul: 42 morti. La strage viene attribuita all’Isis.
- 30 luglio: miliziani curdi attaccano una base dell’esercito turco nella provincia sudorientale di Hakkari, al confine con l’Iraq, ma vengono respinti: 35 i miliziani e 8 soldati uccisi.
- 20 agosto: un kamikaze minorenne si fa esplodere a un matrimonio a Gaziantep, uccidendo 51 persone, fra cui almeno una trentina fra bambini e ragazzini. Incolpato l’Isis.
- 10 dicembre: doppio attacco dinamitardo fuori dallo stadio di calcio del Besiktas, vicino al night club Reina, uccidendo 44 persone. Rivendica un gruppo curdo Tak (Falchi per la liberazione del Kurdistan).
- 1 gennaio 2017: 2 o 3 terroristi vestiti da Babbo Natale sparano alla cieca contro la folla nella discoteca Reina a Istanbul, la notte di Capodanno, uccidendo almeno 39 persone, fra cui 15 stranieri, e ferendone altre decine.

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