Il muro di Trump e gli applausi social

Il muro di Trump
e gli applausi social

Prima l’ha fatta sterzare a destra nominando due giudici amici e poi, a risultato raggiunto, ha twittato come al solito: «Wow! Una grande vittoria». Donald Trump inaugura la campagna elettorale per le prossime presidenziali incassando il sì della Corte suprema all’utilizzo dei fondi del Pentagono per la costruzione ...

Il muro di Trump
e gli applausi social

Prima l’ha fatta sterzare a destra nominando due giudici amici e poi, a risultato raggiunto, ha twittato come al solito: «Wow! Una grande vittoria». Donald Trump inaugura la campagna elettorale per le prossime presidenziali incassando il sì della Corte suprema all’utilizzo dei fondi del Pentagono per la costruzione del Muro anti-immigrati lungo il confine messicano. Cinque giudici a favore, quattro contrari, ma quello che conta è il consenso social che travolge la realtà con un lessico poco elaborato, approfondimenti zero, analisi ancora meno. Due miliardi di dollari del Pentagono serviranno per «solo» 160 chilometri di muro su migliaia promessi. Eppure i social si sono scatenati così come voleva il presidente alla ricerca costante del consenso irrazionale, irruento e scorretto.

Tienanmen e la memoria

Tienanmen
e la memoria

È l’anniversario più indesiderato. Nessuno vuole ricordare piazza Tienanmen e il bagno di sangue ordinato dal compagno Deng. Le informazioni sono poche e ...