Popolari europei assalto da destra

Popolari europei
assalto da destra

Siamo già in campagna elettorale per le Europee di maggio e l’attuale andazzo potrebbe diventare rumorosa normalità. Prima le parole urticanti del francese Moscovici rivolte all’Italia («piccoli Mussolini»), poi la lite in pubblico fra il ministro lussemburghese Asselborn e Salvini: entrambe parlano di relazioni avvelenate dopo la nascita ...

Popolari europei
assalto da destra

Siamo già in campagna elettorale per le Europee di maggio e l’attuale andazzo potrebbe diventare rumorosa normalità. Prima le parole urticanti del francese Moscovici rivolte all’Italia («piccoli Mussolini»), poi la lite in pubblico fra il ministro lussemburghese Asselborn e Salvini: entrambe parlano di relazioni avvelenate dopo la nascita del governo Conte, cioè la grande incognita comunitaria, e il contagio dell’ungherese Orban. Mentre la crepuscolare Merkel avverte che la retorica nazionalista minaccia la coesione europea (quel che resta, per la verità), Mattarella invita a ridurre la conflittualità e Draghi ricorda i costi delle parole di troppo. All’indomani della sanzione contro l’illiberale Ungheria, il clima resta teso rispecchiando due mondi diversi e alternativi, e c’è da chiedersi quale sarà quello reale. La posta in gioco non riguarda solo la gestione degli ingressi e della redistribuzione dei migranti, ma la visione e la cultura del processo europeo.