Ischia, obiettivo zero tende Sfollati in albergo, da amici e parenti

Ischia, obiettivo zero tende
Sfollati in albergo, da amici e parenti

Oltre duecento persone ospitate in albergo, centinaia di altre (una stima è assai difficile) accolte da parenti e amici. A ventiquattrore dal terremoto che ha colpito Ischia, è questo un primo bilancio degli sfollati.

Fino a 2600 isolani, si stima nella mattinata, abitano nelle frazioni più colpite dei comuni di Casamicciola e Lacco Ameno: mercoledì partiranno le verifiche di agibilità delle abitazioni, nella prima giornata si sono controllate scuole, edifici pubblici e alberghi. Proprio negli hotel, svuotati dai numerosi turisti che hanno lasciato subito l’isola, si punta ad accogliere chi non può rientrare a casa, perché il palazzo è lesionato o crollato, in tutto o in parte. Obiettivo: zero tende.

La protezione civile allestisce in mattinata un campo in un campetto di calcio a Casamicciola, ma dopo la prima notte all’aperto, si cerca da subito posto per tutti gli sfollati nelle strutture destinate all’accoglienza dei turisti. Tra gli abitanti dell’isola scatta una rete di solidarietà che coinvolge parenti e amici, ma c’è chi trascorre la giornata in strada, si dispera e si arrabbia perché ha perso tutto. In duecento chiedono e ottengono di dormire in albergo: a Lacco Ameno - afferma il sindaco Giacomo Pascale - «nessuno dormirà in strada». Ma in serata al campetto di Casamicciola si contano una quarantina di persone arrivate per un pasto e un posto per la notte, il numero degli sfollati accertati è destinato a crescere.

Dopo la fine della fase dei soccorsi, inizia la conta dei danni e «l’attività si concentra sull’assistenza alla popolazione», dice il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, che coordina la macchina dei soccorsi. Oltre 650 uomini e donne sono impegnati nei soccorsi. Dalla mattina in piazza Bagni i cittadini si mettono in fila per fare domanda ai Vigili del fuoco di accertamento dei danni. Ma c’è chi una stima l’ha già fatta: «Sto cercando casa in affitto, non credo che tornerà presto nella mia abitazione», dice la signora Mena, professoressa di scuola media.

Difficile dire con esattezza ad ora quante case sono crollate, in tutto (una decina, è la conta degli abitanti delle frazioni colpite) o in parte, in quante si potrà rientrare, quante richiederanno lavori ingenti. Manca ancora una stima economica dei danni. Ma ci sono chiese e scuole lesionate.


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