Mercoledì 06 Giugno 2007

Isola boom: in 50 anni popolazione raddoppiata

Negli ultimi cinquant’anni, l’Isola bergamasca e i suoi paesi sono cambiati più che nei venti secoli precedenti. Nel giro di un paio di generazioni, un’area agricola e depressa si è trasformata in uno dei principali distretti industriali della Lombardia, e quindi d’Italia. Con un parallelo incremento demografico per certi versi spaventoso: dal 1951 al 2006, gli abitanti dell’Isola sono infatti passati da 55.369 a 110.224. Un raddoppio esatto, quindi, ma per alcuni paesi è ancora niente: Madone , in questo mezzo secolo, è letteralmente «esploso», passando da soli 1.138 abitanti a 3.741, con un aumento di quasi il 230 per cento.

Un primato insidiato da Terno d’Isola , con un aumento di circa il 217 per cento (da 2.094 a 6.630 abitanti). Viceversa, all’estremo opposto troviamo Capriate San Gervasio , dove gli abitanti sono aumentati «solo» del 37,5 per cento. Con, nel mezzo, ben dieci paesi che hanno più che raddoppiato la popolazione.
Prima il «boom economico», e poi? Questo eclatante incremento demografico è sicuramente figlio, in una prima fase, del «boom economico» degli anni ’60 e ’70: il periodo, cioè, che vide la costruzione di nuove strade (come la famosa «Rivierasca») e la nascita di centinaia di grandi industrie, tra cui il ben noto «polo chimico» di Filago e Madone . Fu proprio in questo periodo che avvenne la trasformazione dell’Isola da area agricola a distretto industriale, con un conseguente, e naturale, forte aumento della popolazione. Esaurito il «boom economico» - siamo negli anni ’80 - sarebbe stato ragionevole aspettarsi un rallentamento dell’incremento demografico nei paesi dell’Isola, complice anche la netta riduzione della natalità. Invece, salvo poche eccezioni, i paesi dell’Isola hanno continuato a crescere, a una velocità per certi versi incredibile. Una crescita che appare in tutta la sua evidenza limitando il raffronto statistico agli anni 1981 e 2006. Con, questa volta, un vincitore indiscusso e solitario: il comune di Terno d’Isola.

IL CASO TERNO
In soli venticinque anni, dal 1981 al 2006, gli abitanti di Terno sono passati da 3.275 a 6.630, con un aumento del 102,4 per cento. Al secondo posto, ben distanziato, troviamo Medolago , passato da 1.247 a 2.271 abitanti, con un aumento di oltre l’82 per cento. All’estremo opposto, troviamo invece Ponte San Pietro e Calusco , dove la popolazione è aumentata, rispettivamente, solo dell’1,6 e del 9,8 per cento. Se poi riduciamo ancora l’arco temporale di analisi, limitandolo al decennio 1996-2006, risulta ancora più evidente l’esplosione demografica di Terno d’Isola, ormai in assoluta solitudine rispetto agli altri paesi dell’Isola, che pure non sono rimasti fermi. In questi soli dieci anni, gli abitanti di Terno sono aumentati addirittura del 70,2 per cento, passando da 3.895 a 6.630, ovvero qualcosa come 2.735 abitanti in più.
Un aumento ancora più eclatante se confrontato con il paese «secondo classificato», cioè Solza , che ha fatto registrare un aumento del 36,7 per cento. All’opposto, troviamo ancora Calusco , dove negli ultimi dieci anni la popolazione è rimasta stabile, con un «misero» più 1,6 per cento. In generale, si può comunque vedere come la maggior parte dei centri dell’Isola continui a crescere a un ritmo notevole, ben oltre il 10 per cento su base decennale.(06/06/2007)

e.roncalli

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