Venerdì 11 Agosto 2006

Israele-Libano, partiti gli aiuti umanitari

E’ già partito il carico di medicinali che la Regione Lombardia ha raccolto a favore delle popolazioni civili colpite dal conflitto di Israele e Libano. Si tratta di 3,5 tonnellate di antibiotici, antinfiammatori, farmaci e presidi di primo soccorso provenienti dagli ospedali milanesi di Niguarda e Sacco e dai Riuniti di Bergamo. Il carico sarà trasportato a Brindisi dagli alpini del Gruppo Ana Colonna Mobile della Regione Lombardia per essere imbarcato su una nave (probabilmente la San Marco) che raggiungerà il porto di Beirut.«Regione Lombardia - ha affermato il presidente Roberto Formigoni - si è attivata, sin dall’inizio del conflitto, per soccorrere le popolazioni civili sfollate sia di Israele che del Libano eprestare aiuti ai civili feriti o sfollati di entrambi i Paesi. Abbiamo immediatamente stanziato 150 mila euro per sostenere l’azione in loco delle ONG e della Caritas». In Israele è in corso il Progetto Associazione di Terra Santa Ong: dà un primo sostegno alle famiglie sfollate a causa del lancio di razzi ad Haifa, Akko, Tiberiade e nei villaggi della Galilea, in collaborazione con la Custodia di Terra Santa. In Libano la Regione appoggia i progetti delle Ong COSV e AVSI sostenendo circa 2.000 famiglie sfollate con la distribuzione di cibo, acqua, kit igienici e sanitari secondo gli standard internazionali in collaborazione con Caritas Libano e Fondazione René Mouwad. L’intervento riguarda sia le aree del Nord (province di Tripoli, Zgharta, Akkar e Koura), sia la zona di Beirut e Monte Libano, sia il Sud (villaggi di Marjayoun, Ain Ebel, Rmeich). Gli ospedali lombardi sono anche pronti ad accogliere 15 bambini libanesi, accompagnati dalle loro madri, per essere curati. «L’azione della Lombardia - ha sottolineato Formigoni - è duplice: si interviene con forme di aiuto - in loco - ai feriti civili israeliani, perché così hanno preferito le autorità di quel paese, e si interviene ricoverando nei nostri ospedali alcuni civili libanesi. Il fatto che si tratti esclusivamente di bambini accompagnati dalle loro madri testimonia che Regione Lombardia ha voluto escludere la possibilità di infiltrazioni indebite di qualsiasi tipo».(11/08/2006)

e.roncalli

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