La Cisl chiede un confronto sui Piani di Zona

Il sindacato intende realizzare una griglia di proposte al fine di migliorare i vari piani elaborati, facendo così fronte ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione

Aspetti interessanti, ma anche dei limiti, soprattutto nei confronti dell’assistenza alla famiglia, sempre più dimenticata, ai minori e agli emigrati.
La Cisl, in una conferenza stampa che si è tenuta oggi presso la sede cittadina del sindacato, fa le pulci ai Piani di Zona, elaborati dai comuni in base alla legge 328, che affronta le questione dei servizi sociali alla persona, alla famiglia, al disagio. I comuni della nostra provincia, riuniti in 14 zone con un comune che funge da capofila, hanno redatto il proprio piano di zona monitorando i servizi oggi erogati e prospettando le linee riguardanti le politiche sociali future.
La Cisl - esaminati ed approfonditi tutti piani - intende costruire una griglia di proposte di base per aprire un confronto con i comuni capofila delle singole zone al fine di migliorare i vari piani proposti, affrontando nel contempo anche le problematiche riguardanti le ricadute delle scelte fatte dal Governo con la Legge finanziaria, che bloccando gli stanziamenti potrebbe scaricare sulla cittadinanza le difficoltà dovute alle risorse limitate per i servizi sociali.
Inoltre, affinché i problemi sociali non vengano affrontati scegliendo la strada più facile dell’aumento delle tariffe - come sembra avvenire alla Casa di Riposo di via Gleno - , la Cisl ha chiesto al Comune di Bergamo di convocare un tavolo provinciale attorno al quale riunire le istituzioni sociali, la Regione, le ASL, le forze sociali e della società civile, per poter ragionare su di un progetto condiviso che faccia anche fronte ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione.
Su L’Eco di Bergamo del 24/01/2002

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