La passerella di Christo, un anno dopo Si può ancora camminare (virtualmente)

La passerella di Christo, un anno dopo
Si può ancora camminare (virtualmente)

Lo stesso sabato, un anno fa: le luci di tutto il mondo si accendono sul lago d’Iseo. A dodici mesi esatti è difficile scovare qualcuno che non abbia il ricordo dell’oro colato nell’acqua tra Sulzano e Montisola.

Se non si ha avuto il privilegio di essere cullati insieme ad altre migliaia di persone, è impossibile essere sfuggiti a qualche post scaraventato nel grande lago (dalle acque spesso torbide) qual è Facebook. Perché per un mese non s’è fatto altro, almeno nell’internet italico e con molte incursioni anche da Oltreoceano: coda, camminata ciondolante su «Floating Piers», stupore, selfie, post e clic per leggere le reazioni. Christo, il confezionatore di paesaggi, ha regalato a Bergamo e Brescia la storia, scritta da un’installazione immediata e faraonica, soprattutto democratica. Ne è rimasto solo il riverbero dorato negli occhi e i super fari accesi a ricalcarla, un anno dopo, come souvenir di un’estate da copertina. Qualcosa, almeno nella Rete, è rimasto. Oltre alle foto, tra le più cliccate nel 2016 su Instagram, c’è anche la passerella. Sì, quella vera, anche se nella realtà virtuale. Manca il vento e il caldo del sole di fine giugno, ma con un paio di quegli occhiali che si vedevano nei film di fantascienza qualche anno fa – ora alla portata di quasi tutti – si può ancora camminare sul lago. Eccola qui, grazie a street view. O meglio, lake view.


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