Martedì 06 Settembre 2011

La pista ciclabile dei Colli
Astino sarà la prossima tappa

Il Parco dei Colli guarda all'estero per rilanciare l'utilizzo delle due ruote e investe per espandere la rete ciclopedonale. «Abbiamo scelto il modello proposto dalle città del nord come Vienna e Amsterdam – spiega il presidente Gianluigi Cortinovis – che in questo campo sono molto più all'avanguardia di noi».

Il prossimo banco di prova sarà infatti l'Expo 2015, entro il quale il Parco vorrebbe avviare un progetto di rete ciclopedonale che chiuda Bergamo e provincia in un unico e grande percorso. «Il lavoro finora svolto è buono – prosegue Cortinovis – ora dobbiamo fare un passo alla volta e lavorare per blocchi, tenendo conto della crisi finanziaria che ha colpito lo Stato, nostro principale finanziatore».

L'opera complessiva prevede un costo elevato, pari a 4 milioni di euro e una lunghezza di oltre 60 chilometri, e per questo il progetto è stato ripartito in tre schemi di lavoro differenti. Il primo tratto sarà quello che, dalla Maresana (zona Monte Bastia), attraverserà il Castello della Moretta, il Pisgiù e si concluderà a Bruntino Alto, per un totale di due milioni di euro. Il secondo tratto, invece, riguarda la zona che da Torre Boldone e Ranica farebbe da ponte tra la ciclovia del Serio e quella del Parco dei Colli, per un investimento pari a un milione di euro. Il terzo passo, invece, quello su cui il Parco dei Colli ha deciso di puntare, prevederebbe un collegamento tra la rete ciclopedonale interna ai comuni di Mozzo e di Valbrembo con la rete più vasta che il Parco dei Colli sta attivando a cavallo dei colli di Bergamo; in prospettiva ne deriverà una rete continua senza interferenze con viabilità ordinaria che salderà la città di Bergamo al Brembo e ai primi rilievi orobici. Da via Baioni sarà possibile raggiungere il monastero di Astino tutto su pista ciclabile.

L'opera secondo il progetto attuale costerebbe un milione di euro. «L'ambizione che coltiviamo – svela Cortinovis – è quella di sviluppare un percorso più semplice verso Mozzo ed uno più impervio che si dirama verso il Pascolo dei Tedeschi in direzione Madonna del Bosco». Al momento c'è il progetto definitivo, resta il problema della copertura finanziaria dei costi. Il Parco, da parte sua, come per ogni iniziativa dovrebbe garantire il 10% del costo totale, affidando il resto agli sforzi degli enti locali e provinciali, ma confidando soprattutto in bandi europei o regionali.

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a.ceresoli

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