La rabbia dei pendolari dopo la tragedia «C’è paura, noi non siamo al sicuro»

La rabbia dei pendolari dopo la tragedia
«C’è paura, noi non siamo al sicuro»

Ansia, frustrazione, rabbia sulla tratta Treviglio-Milano dopo il deragliamento che ha causato tre morti. Un’insegnante: «Già prima di Natale quel treno tremava tutto, ora c’è paura».

«Attenzione: avvisiamo i viaggiatori che i treni S5 e S6 da e per Pioltello....potranno subire ritardi fino a 30 minuti, variazioni e cancellazioni per lo svio di un treno nella stazione di Pioltello».Il pannello informativo alla stazione di Bergamo, identico a quello di Treviglio, Pioltello, Milano Lambrate, non concede scampo. Svio, che fa pensare a sviare, è il nome che la burocrazia ferroviaria usa per quel che resta del treno della morte 10452 partito alle 5,33 di giovedì mattina da Cremona e che ora buca la foschia un chilometro dopo la stazione di Pioltello. Eccolo, lo svio. Un ammasso di ferraglia riverso sul fianco sinistro come una balena spiaggiata, un moncone di treno e dell’orgoglio lombardo dei trasporti schiacciato tra la bruma che sale dalla terra e l’umidità che sgocciola dal cielo argento. «Giovedì mattina aspettavo il treno delle 7,20, un’amica mi chiama e mi dice di non prenderlo: suo cognato ha appena avuto un incidente, si è buttato dal finestrino del treno a Pioltello e non si sa come stia, mi dice. Il mio treno non è più partito. Stamattina (ieri mattina, ndr) sono andata fino a Sesto in macchina, non mi fidavo e non mi fido. Siamo in ansia». Lo è anche Antonella Stasulli, insegnante di scuola materna. Abita a Calvenzano, lavora a Milano, avrebbe dovuto prendere quel treno, il treno, se non avesse fatto cambio all’ultimo con una collega. «Continuo a pensarci, avrei potuto esserci io».


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