La Regione spegne (piano) le slot «Giocare? Meglio il biliardino»

La Regione spegne (piano) le slot
«Giocare? Meglio il biliardino»

Via libera all’unanimità alla legge antiludopatia. «Entro 5-6 anni non ci saranno più slot»

«Grazie a questo provvedimento, nel giro di 2-3 anni, in tutte le città della Lombardia verranno praticamente dimezzate le slot e le macchinette e, al massimo entro 5-6 anni, alla scadenza dell’ultima licenza oggi in vigore, non ce ne sarà più nemmeno una. A tutti coloro che proprio vogliono giocare, consiglio una bella partita al vecchio sano biliardino». Lo ha detto l’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo di Regione Lombardia Viviana Beccalossi, a margine del voto con il quale martedì 28 aprile all’unanimità, il Consiglio regionale ha approvato le modifiche alla Legge regionale 8/2013 «Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco patologico».

«La nostra legge contro la ludopatia - ha proseguito Viviana Beccalossi - è già da mesi il più efficace provvedimento per contrastare, o provare a limitare, la diffusione di una vera e propria malattia, che, come altre e ben più note dipendenze, colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione. In questo anno e mezzo, grazie alla norma, sono stati rafforzati controlli, sanzioni, limitazioni degli orari di apertura e, soprattutto, impedite nuove aperture grazie alle distanze di 500 metri dai luoghi sensibili». Con la modifica approvata martedì 28 aprile, l’applicazione della distanza minima da scuole, ospedali, chiese, oratori e centri di aggregazione si estende non solo alla concessione di nuove autorizzazioni per l’installazione di macchinette, ma anche a quelle oggi attive, che, se presenti nella fascia di rispetto, dovranno essere spente definitivamente allo scadere della licenza.

«Regione Lombardia - ha concluso Viviana Beccalossi - ha fatto tutto il possibile per evitare una diffusione incontrollata e disordinata delle slot in locali che dovrebbero occuparsi di tutt’altro. Uno sforzo che mi auguro non venga annullato dal Governo, che, in nome di entrate fiscali facili e sicure, sarebbe disposto a vanificare tutti i provvedimenti delle Regioni».


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