La storia di Alfredo Bigiani a «Porta a porta»

La storia di Alfredo Bigiani a «Porta a porta»

La storia di Alfredo Bigiani approda sugli schermi di Raiuno. Ma stavolta, in primo piano, non ci sarà solo il burrascoso passato del bergamasco che ha trascorso più della metà dei suoi 46 anni nelle carceri italiane per una serie di rapine.

Alfredo Bigiani, martedì 11 gennaio a «Porta a porta» - il programma condotto da Bruno Vespa - parlerà del presente che lo ha visto mettersi in gioco in prima persona aprendo un locale a Pedrengo, in via don Agazzi.

Un bar dalla denominazione alquanto singolare: «L’Ora d’Aria», arredato con grate di ferro, chiavi, un manichino vestito da detenuto e un biglietto da visita a strisce che ricorda le divise dei carcerati.

Una troupe della Rai sarà a Pedrengo nel pomeriggio di martedì per la registrazione del programma. La puntata serve da lancio per la fiction «La caccia» ma è anche il pretesto per parlare dei problemi dei detenuti e degli ex.

La storia di Bigiani è costellata di rapine per le quali ha pagato interamente il conto con duri anni in carcere (da Pianosa a Novara, Cuneo, Fossombrone, Nuoro e Roma). Ha trascorso un periodo di latitanza in Polonia, con la sua compagna dalla quale ha avuto una figlia, Cassandra, affetta dalla sindrome di Down. A lei ha voluto dedicare alcune poesie che gli anno fatto vincere un premio letterario. Ora Bigiani vuol scrivere un secondo libro, tutto sulla sua storia, per questo motivo è alla ricerca di un editore che creda nel suo progetto.

(10/01/2005)

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