Venerdì 29 Aprile 2005

La veste di Papa Wojtyla è arrivata in gran segreto

È giunto ieri sera a Casnigo l’abito bianco indossato da Papa Giovanni Paolo II nell’ultima apparizione dalla finestra in San Pietro. La veste talare di Karol Wojtyla è stata donata al Santuario della Madonna d’Erbia e le celebrazioni per accoglierla in modo solenne e festoso saranno dal 20 al 22 maggio, in occasione della ricorrenza della Santissima Trinità.

La comunità casnighese, con in testa il parroco don Ausilio Livio Teani e il comitato costituito ad hoc, ha programmato tre giorni di celebrazioni in cui verrà esposta al pubblico, prima della sua definitiva collocazione nel Santuario della Madonna d’Erbia, la veste di Giovanni Paolo II. La talare è stata consegnata a Mario Franchina, casnighese che proprio ieri l’ha portata in Valgandino per farne dono al proprio paese. In attesa di approntare la teca che custodirà l’abito, viene mantenuto grande riserbo sui dettagli della traslazione. Per motivi di sicurezza è top-secret anche il luogo preciso dove è custodita.

Spiega Franchina, che ha 68 anni e dal 1963 si è trasferito ad Aprilia, in provincia di Latina: «Avevo espresso il desiderio di possedere un ricordo tangibile del Papa, cui la mia famiglia era legata da grande amicizia e stima reciproche e l’aver ottenuto, all’indomani della sua morte, la preziosa talare è stata per me un’autentica sorpresa per l’insperato dono. Ho ritenuto opportuno farne omaggio, a mia volta, alla comunità di Casnigo e, in particolare, al Santuario in Erbia, meta di pellegrinaggi da tutta la Valle».

Mario Franchina nel 1979 conobbe il Papa a Castelgandolfo: da allora gli portava la frutta del suo orto e di quelli degli amici della zona.

Tra il casnighese e Giovanni Paolo II si instaurò un rapporto di amicizia, tanto che si incontrarono in più occasioni. Vennero ricevuti anche la moglie di Franchina, Emma Torri, originaria di Gandino, e i figli Giuseppe, Francesca e Fabrizio. «La Madonna d’Erbia era ben presente al Papa - ricorda Franchina -. Gliene avevo parlato, portandogli anche un opuscolo che ne descrive la storia e che contiene alcune preghiere mariane. Sua Santità apprezzò molto il mio gesto e mi scrisse una lettera di ringraziamento. Per questo ho pensato che la chiesa cara a tutti i casnighesi, sia il luogo ideale per conservare la veste usata dal Papa tutti i giorni, anche in quelli che hanno preceduto il suo trapasso. Sarà il santuario a conservare per sempre, come sancirà un atto notarile sottoscritto con la parrocchia, la veste bianca in lanato leggero, completa di mantellina».

Si sta approntando la teca dotata di vetri antisfondamento e antiproiettile con luci a fibre ottiche per evitare l’umidità. Una seconda teca, più leggera, servirà nei cortei di trasferimento. La prima ostensione pubblica sarà il 20 maggio dalle 6 alle 20 nella parrocchiale. Nella giornata si svolgeranno preghiere e riti religiosi: alle 20, il vespro presieduto dal vescovo ausiliare Lino Belotti; alle 20,15 la fiaccolata che porterà la talare al santuario della Santissima Trinità dove, alle 21, monsignor Belotti presiederà il pontificale accompagnato dalla corale «Madonna d’Erbia». Il santuario verrà chiuso alle 23. Verrà riaperto sabato 21 dalle 9 alle 23. Messe verranno celebrate alle 10,30 e alle 18; alle 21 il Gruppo Mousiké terrà il concerto «Missa pro Pontifice Giovanni Paolo II». Domenica 22 maggio, solennità della Santissima Trinità, il santuario rimarrà aperto dalle 9 alle 20,30 con esposizione della talare del Papa. Messe alle 10,30 e alle 16 (quest’ultima presieduta da monsignor Lorenzo Frana); alle 20 vespro e, subito dopo, fiaccolata che accompagnerà la talare al Santuario d’Erbia, dove alle 21 monsignor Gaetano Bonicelli presiederà il pontificale animato dalla corale «Madonna d’Erbia». Il santuario, in cui verrà collocata definitivamente la talare, chiuderà i battenti alle 23.

È previsto un afflusso straordinario di fedeli che ha indotto a prevedere misure precauzionali sotto il profilo viabilistico, con la mobilitazione delle forze dell’ordine e della polizia locale.

(29/04/2005)

r.clemente

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