Venerdì 12 Aprile 2013

«Lasciami morire qui
Salva almeno te stesso»

«Lasciami morire qua, da solo. Ormai non ce la fai più a portarmi. Salva almeno te stesso»: tragica ritirata di Russia del 1943, durante la Seconda guerra mondiale. L'alpino Davide Zanchi di Bracca, allora 25 anni, da giorni sta trascinando nella steppa russa il compagno d'armi e compaesano Ambrogio Traina, allo stremo delle forze e impossibilitato a muoversi perché con entrambe le gambe congelate.

Dopo giorni di sforzi anche Zanchi rischia di non riuscire più a proseguire. Ma è solo dopo l'invito di Traina a lasciarlo su quel letto di ghiaccio che decide di abbandonarlo al suo destino. Davanti a sé forse la salvezza, dietro si lascia nel pianto l'amico del paese. Poche parole raccontate dalla figlia di Zanchi, testimoniano ancora oggi il dramma di tanti alpini e soldati durante le guerre.

Ricordi che il capogruppo degli alpini di Bracca, Stefano Zanchi, dopo due anni di lavoro e raccolta di documenti, riporta oggi nel libro dal titolo «Tempi di uomini in guerra. Storie di soldati di Bracca e di un gruppo di alpini», edito in occasione del 90° di fondazione del sodalizio.

Il volume sarà presentato venerdì 12 aprile, a partire dalle 20,15, nella sala polivalente del Comune, a conclusione dei festeggiamenti iniziati lo scorso anno per il compleanno del gruppo (che oggi conta 55 soci). Gruppo che - nonostante la questione sia ancora in parte controversa - si considera come il primo gruppo di alpini iscritto alla sezione di Bergamo.

m.sanfilippo

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