Venerdì 27 Settembre 2013

«Vailata», niente rifiuti pericolosi
C'è un errore nell'ok del Pirellone

Carta canta, si dice. E stavolta la «carta» è il decreto con il quale il Pirellone, il 30 luglio 2012, ha espresso parere favorevole per la compatibilità ambientale del contestato progetto per la realizzazione della discarica di cemento-amianto nell'ex cava Vailata di via Palazzo a Treviglio.

Ebbene, il documento in questione – per la precisione il decreto numero 6831 – contiene un errore, almeno all'apparenza, piuttosto grave.
Nell'«oggetto» del documento firmato dalla Direzione generale ambiente, energia e reti della Regione si legge «Progetto relativo alla realizzazione di una discarica monotipo per rifiuti non pericolosi contenenti cemento-amianto». A pagina 4 dello stesso documento, vale a dire nella parte clou dell'atto, proprio sotto alla voce «decreta», scompare un fondamentale «non», così la Regione esprime «giudizio positivo in ordine alla compatibilità ambientale relativamente al "Progetto per la realizzazione di una discarica monotipo per rifiuti pericolosi contenenti cemento-amianto».

Una svista di chi ha steso o ricopiato il testo? Un banale, ma grossolano errore? Ma, soprattutto, questo errore potrebbe mettere in discussione il contenuto del decreto e, dunque, annullarne gli effetti, vale a dire il via libera alla compatibilità ambientale? È una speranza che a Treviglio nutrono un po' tutti, visto che tutte le forze politiche, le associazioni ambientaliste e l'intera opinione pubblica – tra l'altro in attesa dell'esito dei campionamenti effettuati a inizio settembre nel sottosuolo della Vailata, dopo la segnalazione del Comitato tutela ambiente trevigliese secondo il quale il sito ospiterebbe già dei rifiuti smaltiti oltre cinquant'anni fa – sono del tutto contrari al progetto di discarica nell'ex cava Vailata, proposto da Team Spa.

Quanto alle eventuali responsabilità, il decreto regionale è firmato da Filippo Dadone, ingegnere e autorità ambientale del settore Ambiente, energia e sviluppo sostenibile del Pirellone. Contattato telefonicamente, il funzionario spiega di non poter intervenire sulla questione né fornire spiegazioni sulla «sparizione» del «non» in una parte del testo: «Non posso intervenire nel merito – evidenzia – perché questo elemento fa parte di un ricorso in atto contro il decreto in oggetto, dunque non mi è possibile rilasciare dichiarazioni su una questione ancora aperta, anche se non ritengo che sarà un elemento dirimente». Il riferimento è al ricorso proprio contro il via libera regionale alla compatibilità ambientale, presentato al Tar di Brescia dai Comuni di Treviglio, Calvenzano e Casirate (gli altri due paesi più vicini all'ex cava Vailata) e il cui iter è appunto ancora in corso.

Il decreto 6831, in totale cinque pagine, contiene tutta una serie di tecnicismi ma anche il lungo elenco delle osservazioni al progetto fatte pervenire da residenti e aziende agricole della zona, dal Comitato di tutela ambiente di Treviglio e dal circolo Bassa Bergamasca di Legambiente: in tutto 35 osservazioni, nelle quali erano evidenziate tutta una serie di criticità ambientali – come l'urbanizzazione della zona, gli aspetti geologici e idrogeologici, l'impatto acustico ambientale, la vicinanza con i cantieri della Tav e della Brebemi – ma che non erano comunque bastate a evitare il parere positivo della Regione alla compatibilità ambientale della discarica. Che ora sia invece un semplice «non», magari dimenticato nella ricopiatura del testo, a rendere nullo l'atto?

Fabio Conti

a.ceresoli

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