Centro Italia, raffica di   forti scosse Abitanti in ginocchio anche per la neve

Centro Italia, raffica di forti scosse
Abitanti in ginocchio anche per la neve

Una scossa di terremoto è avvenuta alle ore 10.25 di mercoledì 18 gennaio.

La prima scossa è stata di magnitudo 5.4 e, secondo prime informazioni, ha avuto epicentro tra Lazio e Abruzzo. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è avvenuto tra l’Aquila e Rieti. Il sima è stato percepito nel Lazio, nelle Marche e nell’Abruzzo.

Il sisma è stato avvertito anche a Firenze, soprattutto ai più alti piani delle case. Crolli sono stati segnalati ad Amatrice, tra cui il campanile della chiesa di Sant’Agostino, già lesionata dal terremoto di agosto. Il premier Gentiloni si è messo in contatto con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e segue direttamente la situazione.

Gentiloni ha chiesto al Ministro Pinotti un ulteriore, rafforzato impegno dell’esercito - assieme alla strutture operative già presenti - per garantire la massima presenza e prossimità dello Stato nei luoghi già colpiti dal sisma e oggi interessati dalle nuove scosse.

«È una situazione abbastanza complicata. Stiamo ricevendo i ritorni dal territorio, ovviamente il sisma è stato avvertito in maniera chiara su tutta la parte centrale fino alla Capitale. Al termine delle verifiche potremo dire se abbiamo avuto situazioni particolarmente difficili o meno» ha detto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. «In quelle zone - ha aggiunto - sta nevicando ormai da diverse ore, in maniera ininterrotta, e continuerà a nevicare ancora per le prossime ore». Il Capo della Protezione civile ha fatto poi notare che le scosse non sono mai terminate dal 24 agosto, hanno superato le 45 mila: «Le persone che vivono su quei territori lo vivono quotidianamente. Abbiamo attivato tutte le strutture - ha aggiunto - un po’ perché si sta lavorando dal 24 agosto un po’ perché stanno facendo dei punti specifici sulla parte meteo che sta aggravando questa zona».

Tre le scosse avvertite in maniera molto forte, l’ultima alle 11.26 con profondità 9 chilometri, percepita in maniera molto chiara in tutta l’Italia centrale. La metropolitana di Roma è stata evacuata per precauzione, stop ai treni in Abruzzo.

«In diverse scuole della Capitale, come nel Frosinate e nel Ternano, le aule sono stati evacuate e gli studenti si sono recati nelle aree di raccolta previste per legge, limitrofe all’edificio scolastico. La scossa di terremoto è stata avvertita distintamente in molti edifici scolastici». Lo dice il presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio Mario Rusconi. «Come associazione presidi rivolgiamo un invito a tutti i sindaci di verificare le condizioni strutturali delle scuole segnalate dai dirigenti scolastici. L’evacuazione delle aule è avvenuta ad esempio nell’istituto comprensivo Manin di Roma e nel liceo Severi di Frosinone».


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