Lombardia, documento per l’autonomia Maroni: in Consiglio il prima possibile

Lombardia, documento per l’autonomia
Maroni: in Consiglio il prima possibile

«Chiederò all’Assemblea di Palazzo Pirelli di discutere il prima possibile il documento che chiede maggiore autonomia per la Lombardia, presentato dai sindaci delle città capoluogo e dei presidenti di Provincia appartenenti al principale partito di opposizione in Consiglio regionale». Lo ha annunciato il presidente della Regione Roberto Maroni al termine della conferenza stampa dopo Giunta, giudicando questa iniziativa politica «un passo in avanti importante, se non addirittura una svolta».

Entrando nel merito della proposta, il governatore ha evidenziato tre punti salienti. Il primo aspetto riguarda la mobilitazione degli amministratori, che, come recita il testo, «costituisce un importante momento di rafforzamento e sostegno dell’iniziativa di maggiore autonomia prevista dal referendum». Un fatto che Maroni ha definito «significativo», ricordando che «il partito politico al quale appartengono questi amministratori, aveva votato contro l’indizione del referendum».

Il secondo aspetto messo in evidenza dal presidente lombardo, «riguarda i costi standard. Questa iniziativa chiede alla Regione Lombardia di aprire una trattativa con il Governo sui costi standard. Penso - ha annotato - sia la volta buona per arrivare a centrare l’obiettivo. Ho parlato con il presidente del Consiglio, che mi annunciato la sua intenzione di mettere i costi standard nella Legge di Stabilità. Ho già preso contatto con il ministro Lorenzin, affinché vengano definite delle Misure coerenti con la nostra visione dei costi standard». «Tutto questo - ha aggiunto - verrà definito al massimo entro la fine di ottobre».

Roberto Maroni, Matteo Rossi e Giorgio Gori

Roberto Maroni, Matteo Rossi e Giorgio Gori

Infine Maroni, ha citato un altro paragrafo del documento, quello che chiede di aprire anche «un’interlocuzione finalizzata alla revisione dei criteri di riparto della spesa pubblica statale, cioè il residuo fiscale. La Lombardia è la Regione è penalizzata, perché come spesa pubblica statale abbiamo il 68%, la seconda in graduatoria è l’Emilia-Romagna con il 72% e via via le altre Regioni a crescere. Il documento - ha sottolineato Maroni - mira ad assicurare alla Lombardia il recupero almeno a livello medio di quello realizzato nelle prime cinque Regioni italiane. Questo ci farebbe arrivare anche sopra l’obiettivo del 75 per cento che abbiamo fissato fra gli obiettivi della legislatura».

Il governatore ha quindi fatto sapere come intende procedere per dare seguito alle richieste contenute nel documento: «Nel testo mi viene chiesto di intraprendere le iniziative istituzionali necessarie per aprire il tavolo con il Governo. È un passaggio importante, che deve essere concordato e sostenuto dal Consiglio regionale, perché lì è stato approvato il referendum. Quindi ho intenzione di chiedere all’Assemblea una convocazione rapida, perché ne discuta. Se, come mi auguro, verrà approvato, si aprirà una fase nuova: la trattiva con il Governo non verrà più sostenuta solo dalla Regione Lombardia, ma da tutto il Sistema delle Autonomie della Lombardia. E ciò rafforzerebbe molto la nostra posizione».

In conclusione Maroni ha sottolineato che la possibilità di votare il referendum rimane comunque in essere. «È lo stesso documento a dirlo. In mancanza di un riscontro tempestivo da parte del Governo - ha precisato - sono gli stessi sindaci e presidenti di Provincia a chiederci espressamente di proseguire l’iniziativa di consultazione popolare».


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