Giovedì 25 Maggio 2006

Lotta alle infezioni ospedaliere: premiato il lavoro svolto degli operatori dei «Riuniti»

Operatori, medici ed infermieri, delle quattro terapie intensive degli Ospedali Riuniti sono stati insigniti del premio dell’edizione 2006 intitolato a Maria Bonino, per il lavoro svolto dell’ambito della lotta alle infezioni ospedaliere. Il riconoscimento è stato conferito dal Comitato scientifico di Simpios, la Società nazionale per la lotta, appunto, alle infezioni in ospedale, nell’ambito del Congresso nazionale che si è svolto a Rimini dal 18 al 20 maggio, che ha riunito direttori sanitari, infettivologi, igienisti, infermieri, microbiologi, farmacisti, rianimatori, chirurghi.Obiettivo di Simpios è la promozione di iniziative di aggiornamento, formazione, stesura di linee guida, promozione di iniziative di prevenzione e controllo delle infezioni ospedaliere che colpiscono circa l’8% dei malati ricoverati in ospedale e sono, anche se solo in parte, prevedibili.Gli Ospedali Riuniti hanno presentato le iniziative realizzate in questi anni nelle Terapie Intensive dell’ospedale nell’ambito della prevenzione delle infezioni gravi da Stafilococchi e delle resistenze agli antibiotici di questo batterio. Un lavoro presentato al Congresso da Annalisa Grigis, Simonetta Cesa, Rosa Aristolao, Maria Luisa Di Vita, Francesco Locati, Antonio Goglio e Roberto Fumagalli, che è valso il riconoscimento al Dipartimento Prevenzione e Sorveglianza delle Infezioni, diretto dal dott. Antonio Goglio, e di conseguenza a tutti coloro - operatori, medici ed infermieri, delle quattro terapie intensive dell’Azienda Ospedaliera – che hanno lavorato con impegno e professionalità.Il lavoro è stato particolarmente apprezzato, tanto che il Comitato Scientifico della SIMPIOS, presieduto dalla dottoressa Maria Luisa Moro ha ritenuto di assegnargli il premio «Maria Bonino 2006», sottolineandone l’apporto multidisciplinare, la correttezza metodologica, l’individuazione di indicatori di risultato e il successo ottenuto.Maria Bonino era una volontaria di «Medici con l’Africa Cuamm» (organizzazione non governativa, espressione missionaria della diocesi di Padova), che ha pagato con la vita il servizio prestato con umiltà, competenza e determinazione nell’Ospedale pediatrico di Uige (Angola), dopo aver contratto durante il lavoro in corsia la febbre di Marburg, malattia dovuta ad un virus della famiglia di Ebola contro la quale non esistono cure.(25/05/2006)

g.francinetti

© riproduzione riservata