L’ex colonia Dalmine al Comune di Castione

L’ex colonia Dalmine va al Comune di Castione. La scuola alberghiera resta, con ogni probabilità, a Clusone. La Regione, oltre a cedere il complesso immobiliare, assegna un contributo di 11 milioni di euro: 6 al Comune per interventi di sviluppo del territorio; 5 alla Provincia per la formazione professionale in Alta Val Seriana. Questi i punti principali dell’intesa, siglata da Regione, Provincia, Comunità montana Valle Seriana superiore, Comune di Castione e Agenzia regionale per l’Istruzione, Formazione e Lavoro, che va a modificare l’accordo di programma (e il successivo atto integrativo) «per il recupero e il pieno utilizzo dell’ex colonia Dalmine da adibire a nuova sede del Centro di formazione professionale alberghiero regionale». Si conclude così un percorso durato una decina d’anni che sembrava dover portare a Castione un centro di formazione d’eccellenza, con annesso albergo-scuola e convitto. Un progetto per cui erano previsti venti milioni di euro di investimenti. Cosa è cambiato nel frattempo lo spiega il primo cittadino di Castione, Vittorio Vanzan: «Con la legge regionale 17 del 2 agosto 2006, nell’ambito del riordino delle autonomie, è stato avviato il processo per il trasferimento alle Province della gestione della formazione alberghiera. Per questo si è reso necessario modificare l’accordo di programma».Vanzan si sofferma poi sui termini dell’intesa: «Il Comune riceve un finanziamento a fondo perduto dalla Regione di sei milioni di euro, destinati allo sviluppo del territorio, anche attraverso la valorizzazione dell’ex colonia. Tre milioni e mezzo saranno finalizzati ad acquistare il complesso della Dalmine, un milione servirà per coprire le spese dei progetti finora eseguiti, e il resto resterà nelle disponibilità del Comune». Lo stanziamento regionale comprende la somma (5.996.940 euro) già erogata dal Pirellone al Comune di Castione per i primi interventi che dovevano trasformare l’ex colonia in scuola alberghiera. Lavori che però non sono mai partiti. Insieme al fabbricato dell’ex colonia (4 piani e 3.000 metri quadrati di superficie complessiva) al Comune andrà anche l’immenso parco (circa 65.000 mq) e le strutture al suo interno: la villa «Cima verde» (2 piani, 520 mq), l’ex padiglione di isolamento (125 mq), la «Villa degli abeti» (230 mq), la villetta per gli ospiti (85 mq), la cappella e gli impianti sportivi (campi da calcio, pallavolo, pallacanestro).Cosa fare di tutto questo patrimonio? «Appena possibile – risponde il primo cittadino – interverremo per mettere in sicurezza l’ex colonia e per rendere fruibile il parco: i lavori dovrebbero partire nel corso del 2008. Per il resto ci sono tante idee, ma ancora nulla di definitivo. Di certo cercheremo di stimolare un confronto il più ampio possibile. Scelte simili meritano tutti gli approfondimenti necessari. Verrà costituito un gruppo di lavoro con diversi professionisti per studiare gli interventi da effettuare e la partecipazione di cittadini, gruppi, associazioni». Tra le ipotesi sul tavolo ci sono la possibilità di realizzare un ecomuseo della montagna, la sede della Protezione civile, auditorium e spazi per eventi e attività culturali, un albergo della gioventù, un osservatorio delle Orobie, un parco tematico alpino, strutture per il tempo libero e lo sport, la realizzazione di una casa di riposo e la possibilità che in futuro il complesso ospiti la sede del Comune.(30/11/2007)

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