L’utilizzo dello stent funziona
Migliora la ripresa nell’ictus grave
I risultati di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine indicano che la maggioranza dei pazienti colpiti da grave ictus si riprendono meglio e più rapidamente se l’arteria occlusa viene riaperta rapidamente utilizzando un piccolo stent per catturare il trombo ed estrarlo dall’arteria cerebrale con un catetere.
Lettura 1 min.Questi pazienti hanno minor danno cerebrale, minori problemi neurologici e miglior funzionalità nello svolgimento delle normali attività quotidiane.
Questi sono i risultati dello studio MR CLEAN, un trial clinico multicentrico randomizzato sul trattamento interventistico endovascolare nell’ictus ischemico acuto nei Paesi Bassi, condotto da un vasto gruppo di neurologi, radiologi e neurochirurghi olandesi. Lo studio a cui hanno partecipato 19 ospedali è stato coordinato dall’Erasmus MC University Medical Center di Rotterdam, dall’Academic Medical Center di Amsterdam e dall’University Medical Center di Maastricht ed è stato finanziato da Hartstichting, la Fondazione Olandese per il Cuore. I risultati sono stati presentati anche al Congresso Mondiale sull’Ictus a Istanbul.
Le conseguenze dell’ictus sono spesso gravi e comprendono, tra le altre, paralisi e disturbi della sfera del linguaggio. Se non si interviene, nell’ictus ischemico acuto, circa la metà dei pazienti che ne sono colpiti resta gravemente invalido. Ad oggi, è prassi standard somministrare ai pazienti colpiti da ictus la terapia farmacologica trombolitica per via endovenosa che però è efficace solo in 1 paziente su 10. Ecco perché si è ricercato un metodo nuovo e migliore per riaprire l’arteria occlusa velocemente e in sicurezza.
Questo nuovo metodo consiste nell’inserire un catetere attraverso una piccola incisione praticata all’inguine e nel farlo salire a un’arteria del collo. Successivamente un catetere sottile viene guidato sino all’arteria cerebrale occlusa. Il trombo viene poi catturato utilizzando un piccolo stent e rimosso con il catetere nel collo.
Lo studio MR CLEAN mostra che i pazienti sottoposti a questo nuovo trattamento hanno una miglior ripresa rispetto agli altri. I medici hanno anche riscontrato ai rilievi strumentali minor danni cerebrali dopo l’intervento. I pazienti hanno avuto minori difficoltà a svolgere normali attività quotidiane quali ad esempio camminare e vestirsi. Non c’è alcuna evidenza che questo intervento prevenga la mortalità. Nello studio non si è riscontrata differenza nel tasso di mortalità fra i pazienti sottoposti all’intervento e quelli che non vi sono stati sottoposti.
Allo studio hanno partecipato in totale 500 pazienti con ictus causato dall’occlusione di un’arteria cerebrale i cui i sintomi erano comparsi da meno di 6 ore. In quasi tutti i pazienti è stato impiegato uno «stent recuperabile».
«I risultati di questo studio possono avere un impatto importante sul trattamento dei pazienti colpiti da ictus ischemico acuto - ha dichiarato Diederik Dippel, Erasmus MC University Medical Center, Rotterdam, principale sperimentatore di Mr Clean -. Molti pazienti potrebbero essere candidati per questo nuovo metodo d’intervento e potrebbe essere risparmiata a molti pazienti una vita con serie invalidità. Resta tuttavia ancora molto lavoro da fare nel campo dell’ictus ischemico acuto e ulteriori risultati positivi di sperimentazioni che confermino i nostri risultati sarebbero i benvenuti».
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