Lunedì 20 Ottobre 2008

Lutto nel giornalismo
Si è spento Sandro Vavassori

Lutto nel mondo del giornalismo bergamasco. Questo pomeriggio, all’età di 73 anni, si è improvvisamente spento Sandro Vavassori, per molti anni apprezzato commentatore sulla prima pagina de L’Eco di Bergamo. Nella redazione del nostro quotidiano mosse i primi passi agli inizi degli Anni ’60 occupandosi di sport e di cronaca locale. La morte lo ha colto all’improvviso nel primo pomeriggio, di rientro da una breve passeggiata per le calli di Venezia, dove stava trascorrendo un periodo di vacanza con la moglie. I funerali saranno celebrati giovedì 23 ottobre, alle 10.30, nella chiesa del Patronato San Vincenzo. Sandro Vavassori, uomo di cultura e penna raffinata, era stato chiamato a L’Eco di Bergamo nel 1961 dal direttore monsignor Andrea Spada, di cui divenne uno tra i collaboratori più fidati. Nipote di don Bepo Vavassori, contribuì non poco a far conoscere - e non solo ai bergamaschi - le grandi opere di carità compiute dallo zio, culminate con la realizzazione del Patronato San Vincenzo e l’idea di dar vita al quartiere del Villaggio degli Sposi.Di formazione classica (si era diplomato al liceo Paolo Sarpi), Sandro Vavassori si era poi specializzato in giornalismo frequentando uno specifico corso universitario. Appassionato di arte e di cultura francese, Vavassori si dilettava anche di pittura, dimostrando di possedere una buona mano nel dipingere paesaggi e nature morte. Tra i suoi amici c’è infatti il celebre pittore bergamasco Mario Donizetti. Vavassori concluse la propria esperienza professionale a L’Eco di Bergamo (nella seconda metà gli Anni ’90) come responsabile della pagina culturale, dopo aver retto per moltissimi anni le pagine degli Interni e degli Esteri e, per un breve periodo, anche quelle sportive. Per alcuni anni lavorò anche per le cronache di città e provincia. Nel corso della sua lunga esperienza professionale fu anche inviato: tra i tanti viaggi, quelli in Bolivia, tra i missionari bergamaschi del Patronato, da cui trovò ispirazione per scrivere alcuni libri. Negli Anni ’80 era stato anche il direttore responsabile de «Il Campanone», periodico di informazione della Democrazia Cristiana.Sposato con Maliucci Previtali, e padre di due figli (Piero, - medico, in procinto di diventare sacerdote - e Maria, insegnante), uomo di grande fede, anche professionalmente aveva sempre seguito il cammino della Chiesa, con una particolare attenzione verso la prelatura dell’Opus Dei. Il suo ultimo articolo, pubblicato da L’Eco il 1° ottobre scorso, era infatti dedicato alla figura di Josemarìa Escrivà de Balaguer, nell’80° anniversario della fondazione dell’Opus Dei, avvenuta il 2 ottobre del 1928.(20/10/2008)

a.ceresoli

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