Martedì 07 Settembre 2004

Lutto per la strage di Beslan: questa sera Mura illuminate soltanto da una fiaccolata

Mai più. Mai più la guerra, mai più il terrorismo che ha colpito senza pietà i bimbi di Beslan, in Ossezia, proprio il primo giorno di scuola. I bambini bergamaschi, alle prese col ritorno sui banchi, hanno voluto ricordarli. Momenti di raccoglimento e preghiera, minuti di silenzio, con la voglia di pace che ha il volto di altri bambini, di un battito di mani, di sguardi rivolti al cielo. Bandiere a mezz’asta fuori dagli edifici scolastici, dentro pensieri, disegni, gesti simbolici, letture di passi dalle Sacre Scritture, da poeti di pace, dal messaggio del vescovo Roberto Amadei.

All’Istituto comprensivo «Aldo Moro» di Seriate centinaia di bimbi, insieme a genitori, insegnanti, alla dirigente Orietta Maninetti, si sono stretti attorno agli angeli di Beslan. I piccoli delle elementari si sono disposti in circolo, ponendo al centro una candela della pace, poi hanno fatto volare baci al cielo. Alle medie ci si è raccolti nel cortile della scuola, il silenzio rotto dalla lettura di una poesia mentre i bimbi bielorussi ospitati in questi giorni arrivavano portando candele accese. La fiaccolata si è conclusa con un battito di mani in segno di pace, fra disegni e cartelloni con pensieri di solidarietà.

«I bambini sono il cuore della pace! I bimbi sono i gioielli del mondo… Lasciamoli brillare al sole della pace!. Perché i bimbi della pace sono felici, non hanno paura, non vogliono piangere. Vogliono nelle loro scuole una nuova materia: "Pace" per imparare a viverla e insegnarla ai grandi. Perché speriamo di diventare, un giorno non lontano, "Grandi della Pace"». Questi versi sinceri dei bimbi della terza A e B, scuola elementare «Dante Alighieri» di Fara d’Adda, sono forse più saggi di tante parole dei grandi.

Ai bimbi interessa che i potenti della terra ritrovino l’innocenza perduta. Questo concetto lo hanno disegnato e colorato, con le loro maestre, anche gli alunni delle elementari dell’Istituto «Santo Bambino Gesù» di via Caldara, a Bergamo.

Ma cosa accade nel cuore dei bimbi? Spiega una maestra dell’Istituto «Figlie del Sacro Cuore di Gesù», in via Ghirardelli: «Non si può nascondere il fatto che la guerra nasce dalla cattiveria dell’uomo. Cosa possiamo fare nel nostro angolo di vita? Si devono stabilire atteggiamenti di amore e di accoglienza valorizzando sempre l’aspetto positivo». Preghiere e raccoglimento all’Istituto «Sacro Cuore» di Villa d’Adda, al Collegio vescovile Sant’Alessandro, all’Istituto «La Traccia» di Calcinate. Silenzio, riflessioni anche alla «Santa Bartolomea Capitanio», all’«Imiberg», in Seminario. Letture di brani anche al «Falcone» e in tante altre scuole. Molti hanno letto un passo di Einstein, altri colorato sagome di bimbi (due proposte dell’ex provveditorato), come in molti istituti comprensivi della città. Al Centro studi «Leonardo da Vinci» gli studenti stanno pensando anche di inviare dei giochi a Beslan.

Per i bimbi di Beslan stasera alle 20,30 in Piazza Vecchia ci sarà una fiaccolata promossa da Cgil, Cisl e Uil. All’iniziativa hanno aderito una settantina tra enti e associazioni, il centrosinistra compatto, l’Agesci, la Caritas bergamasca, l’Ufficio diocesano per la Pastorale del lavoro, la Comunità Ruah, i Comuni di Bergamo, Albino, Dalmine, Gandosso, Nembro, Osio Sotto, Paladina, Pedrengo, Scanzorosciate, Treviglio, Zanica, la Comunità islamica bergamasca, la Comunità ortodossa bergamasca. Sul palco si alterneranno il coro dei Piccoli musici di Casazza, diretti dal maestro Mario Mora, e il regista teatrale Diego Bonifaccio: i primi eseguiranno canzoni gospel e il secondo reciterà una serie di poesie. «Non ci si può rassegnare al terrorismo, disumano e insensato – scrive in una nota Maurizio Laini, segretario generale della Camera del lavoro di Bergamo –. Né si può più pensare che con la guerra si possa governare il mondo. Occorre credere nella possibilità di costruire un’alternativa fatta di dialogo, di tolleranza, di rispetto. Le fedi religiose, le identità etniche, le differenze di storia e di civiltà non possono essere usate per atroci, disumane azioni contro la vita. La guerra va sostituita dalla mediazione, dalla ricerca di soluzioni condivise. L’Europa, l’Onu, il nostro governo, tutti i cittadini vanno resi protagonisti di una nuova stagione di pace».

(09/09/2004)

g.francinetti

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