Moratti chiarisce: «Mai pensato
di declinare vaccini e reddito»

La proposta del neo assessore al Welfare lombardo: medici del lavoro per vaccinare in azienda. Presto presentazione protocollo ad associazioni categoria.

«Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito». È quanto ha precisato in Consiglio regionale nella mattinata di martedì 19 gennaio il neo vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, rispetto a quanto emerso ieri dalla riunione con i capigruppo.

«Il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l’attività in una Regione, che, questo sì, ho detto, è il motore dell’Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione, non parlo di piano vaccini ma di zona rossa», ha chiarito Moratti. «Il rischio per questa regione è di fermarsi e di fermare il lavoro, le attività, la vita sociale e quindi per questo motivo, con il presidente Fontana, abbiamo ritenuto di voler presentare il ricorso per uscire da zona rossa, perché la Lombardia non la merita».

«La salute è indiscutibilmente un diritto prioritario e costituzionale di tutti i cittadini, senza differenza alcuna», ha sottolineato Moratti rispondendo a un question time della opposizioni. Sui vaccini anti-Covid, «ho fatto una riflessione - ha poi spiegato - che ho condiviso anche con i capigruppo del Consiglio regionale, per proporre al Commissario Arcuri e da sviluppare in sede di conferenza Stato-Regioni, per il miglioramento del piano vaccinale. Gli spunti che intendo sottoporre al Commissario partono dal tema delle zone più colpite e che potrebbero riguardare mobilità e densità abitativa, che sono fattori di accelerazione della trasmissione del contagio».

Utilizzo dei medici del lavoro in azienda per somministrare il vaccino anti-covid. È su questo che Regione Lombardia e in particolare il vice presidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, e l’assessore allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi, stanno lavorando per accelerare l’uscita dalla crisi del mondo produttivo lombardo. «Bisogna fare in modo - spiegano Moratti e Guidesi - che tramite le associazioni di categoria e le Asst, le aziende che lo vorranno possano utilizzare, all’interno delle loro sedi operative, i medici del lavoro per vaccinare i lavoratori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA