Mozzo, overdose di insulina: finì in coma
Genitori indagati per tentato omicidio

Ci sono due indagati per la vicenda di Abdelmajid Kassoudi, il ventunenne marocchino paraplegico ricoverato al centro di riabilitazione di Mozzo (ex Casa degli Angeli) che a ottobre era finito in coma dopo un’iniezione di insulina indebitamente praticata.

Si tratta dei due genitori del ragazzo, Mohammed di 54 anni e la moglie di 58, a cui il pm Maria Cristina Rota contesta il tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, dalla minorata difesa e «dall’aver adoperato un mezzo venefico contro il discendente». I due, assistiti dall’avvocato Marco Bresciani, venerdì verranno interrogati in Procura.

Il 9 gennaio i carabinieri si erano presentati a Cisano, nell’abitazione della famiglia, per perquisire i locali. E avevano trovato quello che cercavano: confezioni di due tipi diversi di insulina. I militari erano andati a colpo sicuro, visto che i due coniugi soffrono di diabete. Ed era stato proprio questo particolare a indirizzare da subito gli inquirenti verso padre e madre del ragazzo. La sera del 10 ottobre, intorno alle 20, i due avevano lasciato la camera dove era ricoverato il figlio. I carabinieri hanno sentito le testimonianze del personale e degli altri pazienti , secondo le quali i genitori erano stati gli ultimi a vedere il ventunenne. Che poco dopo aveva accusato una crisi, piombando - scrive il pm nel capo d’imputazione - «in un grave stato di ipoglicemia». Abedelmajid era stato portato d’urgenza al «Papa Giovanni» in gravi condizioni. Il giovane era in coma, ma i medici sono riusciti a salvarlo, tanto che è potuto tornare all’ex Casa degli Angeli.


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