Naso all’insù, arrivano le stelle cadenti I consigli per osservarle al meglio

Naso all’insù, arrivano le stelle cadenti
I consigli per osservarle al meglio

Una debole pioggerellina di stelle cadenti sta cominciando in queste ore a «bagnare» il cielo di maggio: sono le eta Aquaridi, «figlie» della cometa Halley.

Le prime sono già state identificate dai radar canadesi, ma il picco vero e proprio si avrà tra il 5 e il 6 maggio con una frequenza di 10-30 meteore all’ora. Lo spettacolo in Italia sarà più facilmente visibile dalle Regioni meridionali: una volta concluso, nasi ancora all’insù per assistere al ’cambio di stagionè delle costellazioni e per dare il saluto a Marte, che sarà rimpiazzato da Saturno, grande protagonista della missione della sonda Cassini.

A elencare questi appuntamenti «celesti» sono gli esperti dell’Unione Astrofili Italiani (Uai), che sabato 6 e domenica 7 maggio saranno riuniti a Frosinone per il loro 50° congresso.

«L’osservazione delle eta Aquaridi quest’anno sarà favorevole, perché il novilunio è stato alla fine di aprile» spiegano gli astrofili. «Nel nostro Paese le regioni meridionali beneficiano di un maggior tempo di osservazione, ossia da quando il radiante sorge fino all’iniziare del crepuscolo mattutino. Il radiante, posto nella zona più alta dell’Aquario, si mostra attivo per quasi un mese, con un aumento evidente della frequenza dal 3 al 10 maggio e un picco maggiore intorno al 5-6 maggio: quest’anno lo vedremo salire sopra l’orizzonte circa dalle ore 2 in poi, proprio quando la Luna volgerà al tramonto» Il nostro satellite si darà da fare anche con una serie di spettacolari congiunzioni con Giove (7 maggio), Saturno (13 maggio), Venere (22 maggio) e Marte (27 maggio).

Per questo motivo si consiglia, per chi volesse trascorrere qualche ora ad osservare questo sciame, di cercare la costellazione dell’Acquario e di puntare l’attenzione nel punto in cui vi è l’anfora che versa l’acqua, che costituisce proprio il radiante delle Eta Aquaridi. È fondamentale avere un cielo molto buio, possibilmente al di fuori delle grandi città. È necessario abituare gli occhi all’oscurità, stando lontano dalle luci o dallo schermo del cellulare per almeno 15 minuti.


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