Neve e offerte anti crisi
fanno riempire le piste

Tanta neve non si vedeva da anni sulle montagne bergamasche. E il bilancio della lunga stagione sciistica che sta per chiudersi è decisamente positivo, seppur con qualche distinguo. L'Agenzia Turismo Bergamo indica una crescita delle vendite di skipass, rispetto alla stagione 2007-2008, che va dal + 25-30% di Bremboski (Foppolo, Carona e San Simone), al + 40% di Presolana-Monte Pora, sino al + 50% di presenze registrato a Schilpario. Mostrano più cautela, benché generalmente soddisfatti, gli operatori contattati sul territorio.

«Quest'inverno le presenze sono cresciute del 15% rispetto all'anno passato» commentano da Cooraltur, il Consorzio orobico degli albergatori che riunisce cinquanta attività commerciali, trenta delle quali sono alberghi dell'Alta Valle Seriana. «Paradossalmente la crisi economica ci ha aiutati - spiega Cristian Messa, vicepresidente di Cooraltur -, molti italiani hanno rinunciato a mete lontane preferendo trascorrere le vacanze di Natale vicino a casa e le nostre stazioni hanno fatto il pieno per le festività di fine anno. Tra la fine di gennaio e i primi di marzo, poi, le presenze di stranieri in settimana bianca sono cresciute del 10%». Da Polonia, Repubblica Ceca, Russia e Inghilterra i turisti che hanno scelto le piste della Valle Seriana. Ma negli alberghi sono cresciuti anche i weekendisti, milanesi in prevalenza. «Una stagione positiva, che ha fatto rinascere l'entusiasmo per la montagna» dice Giuseppe Berera, presidente di Brembosuperski (nato dall'unione dei comprensori di Foppolo, Valleve e Carona). Merito dell'abbondanza della neve e «delle migliorie apportate al comprensorio e alle sue piste, a cominciare dal nuovo impianto di risalita Carisole-Valgussera». «Non ci fermeremo - promette Berera, che è anche sindaco di Foppolo - entro la prossima stagione contiamo di completare l'impianto di innevamento artificiale su tutte le piste». Meno soddisfatti gli albergatori di Foppolo, penalizzati - ironia della sorte - dalla troppa neve che ha costretto alla chiusura a singhiozzo della strada per il paese, causa pericolo valanghe. Gianfranco Invernizzi segnala un calo delle presenze, negli alberghi, del 5%. «A mancare sono stati soprattutto gli sciatori del fine settimana - dice -. Hanno tenuto le settimane bianche, pur cambiando caratteristiche: si sono ridotte a 4-5 giorni e hanno per protagonisti in prevalenza sciatori in arrivo da Svezia, Belgio, Germania, Inghilterra e Irlanda». I pacchetti promozionali che comprendono alloggio in albergo, ski pass e trasferimento da e per l'aeroporto di Orio al Serio stanno dando buoni risultati. «Abbiamo messo a punto pacchetti dai prezzi appetibili» dice Cristian Messa, che fa notare come «i turisti abbiano molto apprezzato iniziative come le degustazioni di prodotti tipici sulle piste, le sciate notturne al Monte Pora, gli ingressi in piscina, insomma tutto quanto fa vacanza oltre allo sci».

A portare clienti dall'estero ha contribuito Turismo Bergamo che sta facendo conoscere le località turistiche orobiche nell'Est e nel Nord Europa. L'ente ha aperto uffici a Brno, nella Repubblica Ceca, e a Bratislava, in Slovacchia, e nell'ultimo anno ha partecipato a fiere in Norvegia, Belgio, Ungheria e Germania, oltre alla Bit di Milano. Ha poi intensificato le campagne pubblicitarie sulle riviste internazionali, le promozioni negli scali collegati a Orio, e i viaggi per giornalisti e operatori del settore. Il buon andamento di questa stagione spinge operatori e amministratori locali a guardare al futuro con una certa fiducia e a insistere sulla necessità di un salto di qualità. «Sulle nostre montagne servono più posti letto e più luoghi per le attività dopo sci. Speriamo decolli il progetto di San Pellegrino e sarebbe un bel colpo se arrivasse anche il casinò - afferma Alberto Mazzoleni, presidente del Consorzio turistico brembano e sindaco di Taleggio -. La viabilità, poi, ci penalizza. Da anni aspettiamo le varianti di Zogno e San Giovanni Bianco e il completamento della Villa d'Almè-Dalmine. Senza strade e con una ricettività limitata i turisti faranno altre scelte». Per un bilancio definitivo della stagione bisognerà aspettare dopo Pasqua. Tempo permettendo, le località sciistiche resteranno aperte per altre due settimane: la neve è ancora abbandonate e le condizioni delle piste buone ovunque. I conti si faranno solo a metà aprile.

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