Nitrati: «Il governo prenda posizione»

Nitrati: «Il governo prenda posizione»

Senza una chiara presa di posizione del governo sulla direttiva comunitaria sui nitrati il settore agro-zootecnico della Lombardia potrebbe trovarsi in seria difficoltà. L’appello giunge da Milano, dove Regione e rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole (Coldiretti, Confagricoltura e Cia), hanno deciso una strategia comune sul tema nitrati. La posta in gioco è il futuro di migliaia di aziende agro-zootecniche soprattutto delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova, e Lodi.

La Commissione Ue pretende la ridefinizione delle zone vulnerabili (ampliandole a tutta la Pianura Padana) e un adeguamento dei programmi di azione, con i relativi tempi di attuazione. In assenza di tali impegni, spiega una nota della Regione Lombardia, la Commissione intende avviare la procedura di infrazione davanti alla Corte di Giustizia europea, che determinerebbe il "fondato pericolo di non approvazione" del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 e il blocco delle relative risorse finanziarie. 

L’obiettivo della Regione è "limitare la ricaduta negativa per l’intero comparto zootecnico". Per questo, si chiede una precisa presa di posizione del governo centrale. "L’esecutivo deve dirci - hanno sottolineato gli assessori all’Agricoltura, Viviana Beccalossi, e alle Reti e servizi di pubblica utilità, Massimo Buscemi - se la nostra proposta di ampliamento al 56% delle zone vulnerabili è condivisa o se invece ci si vuole allineare al 100% richiesto da Bruxelles". 

A complicare le cose si aggiungono le notizie che giungono da Roma, secondo cui il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio, sembrerebbe propenso ad applicare alla lettera i dettami comunitari. Finora, la Regione Lombardia ha intrapreso diverse azioni sul tema nitrati. Oltre alle azioni sostenute a livello nazionale e comunitario (richiesta di deroga all’utilizzazione dei reflui), la Lombardia sta operando a livello regionale con un piano esclusivo per le zone vulnerabili finalizzato alla realizzazione di impianti aziendali e consortili, per la produzione di energia elettrica e biogas da reflui zootecnici e biomasse vergini. L’obiettivo, conclude la nota del Pirellone, è quello di fornire agli allevatori uno strumento per lo smaltimento delle eccedenze di reflui e un’opportunità per integrare il proprio reddito attraverso la produzione di energia elettrica.

(08/03/2007)

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