Martedì 24 Agosto 2004

Operazione all’ex Cesalpinia Tra i clandestini 2 bergamasche

Operazione sgombero questa mattina all’ex Cesalpinia, l’azienda abbandonata di via Bono, da tempo luogo di ritrovo e rifugio di extracomunitari e tossicodipendenti. Oltre cinquanta persone fra volontari e agenti di Polizia locale, Squadra mobile e Squadra Volante della Questura, Guardia di Finanza, Carabinieri, Vigili del Fuoco, tecnici dell’Asl e volontari dell’Anmcri (Associazione nazionale militari Cri) si sono radunati intorno alle 6.30 al piazzale Marconi per mettere a punto l’intervento. Poi si sono diretti in via Bono e, mentre alcuni sorvegliavano lo stabile all’esterno, altri sono entrati nell’ex azienda trovando uno scenario di sporcizia e abbandono. All’interno c’erano sedici persone che sono state fatte uscire: 14 extracomunitari non in regola con il permesso di soggiorno e 2 donne bergamasche. I sedici da tempo «abitavano» il luogo in mezzo a cumuli di rifiuti, bottiglie rotte, abiti ammassati, scarpe, pezzi d’intonaco scrostato, ma soprattutto in mezzo a siringhe, trovate ovunque.

Ventimila metri quadrati di desolazione nel cuore di Bergamo: quasi un ghetto, un rifugio di senzatetto, immigrati e tossicodipendenti. Un’impresa specializzata nello sgombero di materiale ha portato via ingenti quantitativi di stracci, materassi, coperte e ha provveduto a pulire, per quanto possibile, una parte dello stabile, in particolare la zona degli uffici occupati dai clandestini.

Lo sgombero è stato eseguito su apposita ordinanza del sindaco. All’ex Cesalpinia, in attesa che venga data attuazione al piano di recupero che è sempre più urgente, la situazione è più che mai precaria. E non solo all’interno dell’edificio. Anche all’esterno erbacce spuntano dal cemento, sacchi di immondizia, rifiuti, bottiglie rotte, profilattici, vestiti e siringhe sono stati trovati ovunque. Di notte, secondo alcuni, lì si svolgerebbe lo spaccio di stupefacenti, con un viavai di auto e spacciatori e acquirenti. I residenti della zona, in più di una circostanza, avevano chiesto interventi urgenti oltre che per gli schiamazzi notturni, anche per i problemi legati alla salubrità e all’igiene del luogo.

(24/08/2004)

e.roncalli

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