Giovedì 20 Marzo 2014

Parcheggio ospedale, l’ultimatum

«O si cambia o andiamo dal giudice»

Il parcheggio dell'ospedale
(Foto by Maria Zanchi)

Guai a presentarsi all’ospedale prima delle 8: il rischio è di restare imbottigliati nel traffico di chi si mette in attesa fuori dal parcheggio già pieno o nella sosta selvaggia. La denuncia è di Federconsumatori che ora lancia l’ultimatum degli ultimatum: se martedì Bhp e Provincia non si presenteranno al tavolo dell’Istituto di conciliazione alla Camera di commercio o non presenteranno una proposta di accordo sulle tariffe, farà partire l’azione inibitoria.

«Perché – afferma il presidente Umberto Dolci – non sta scritto da nessuna parte che gli utenti del Papa Giovanni XXIII che si fermano un’ora e un minuto debbano pagare il multiplo dell’ora».

L’associazione, poi, chiama in causa il direttore amministrativo del Papa Giovanni che a dicembre si era impegnato a valutare l’estensione delle attività ambulatoriali al pomeriggio per evitare il sovraccarico delle auto la mattina: «Passati ormai tre mesi non se ne è saputo più nulla», chiude Dolci a cui replica l’ospedale: «Per un’azienda da mille posti letto e oltre diecimila accessi quotidiani è un tema complesso che richiede profonde analisi e tempi tecnici importanti».

Dopo aver denunciato il caroparcheggi, Federcosumatori ora punta il dito contro un altro fenomeno: «Ogni mattina all’inizio dell’attività ospedaliera rivolta agli esterni, per parcheggiare si entra nel caos. Se si arriva all’ospedale appena dopo le otto bisogna mettersi in fila alle sbarre d’ingresso dei tre posteggi e attendere che i primi visitatori liberino un posto». A conferma della tesi, Dolci porta una fotografia e aggiunge: «Via Martin Luther King si ingolfa di traffico, molti praticano il parcheggio selvaggio e chi si comporta civilmente perde tempo alla ricerca di stalli liberi».

Gli stessi utenti del Papa Giovanni denunciano ancora una volta l'eccessivo costo della sosta: «La prima volta che ho posteggiato – racconta Fiorenza Luzzana di Pradalunga – mi sono fermata per un’ora e mezza, ma ne ho corrisposte tre. Se abitassi più vicino ci verrei a piedi, ma per chi arriva dalla provincia non è possibile». Elena Rizzetti di Bergamo accompagna una persona anziana: «Si deve pagare per forza – spiega – perché non possiamo salire su un bus». C’è chi aggira il problema usando la bici, come Vincenza Ardia di Bergamo: «Devo fare controlli spesso, se dovessi venire in auto mi costerebbe troppo». Ferdinando Cassina di Montello non trova giusto «dover pagare due ore se ci si ferma un’ora e un minuto. Però i pazienti oncologici hanno posti gratis».

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