«Pfizer e Moderna, da aprile 2 vaccini»
In Italia 400 milioni per l’acquisto

Arrivano 400 milioni per l’acquisto «dei vaccini anti Sars-Cov-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con COVID-19». È quanto si legge nella bozza aggiornata della manovra, che istituisce un apposito fondo al ministero della Salute.

Con due vaccini in arrivo come spiega Cristina Cassetti, virologa italiana da 17 anni all’Istituto nazionale delle malattie infettive NIAID guidato proprio da Anthony Fauci, vicedirettrice della divisione di «Microbiology and infectious disease». «Ci sono buone probabilità che entro la fine dell’anno avremo non uno, ma due vaccini contro il Covid-19, approvati con autorizzazione di emergenza dalla Food and drug administration (Fda) - spiega -. Se ciò sarà confermato, si tratta di un risultato straordinario, senza precedenti, che farà scattare l’avvio delle prime immunizzazioni e potrà iniziare a farci vedere la luce alla fine del tunnel della pandemia».

«Dobbiamo ancora rivedere nei dettagli i dati comunicati dalla Pfizer sul 90% di efficacia generale del loro vaccino, ma siamo fiduciosi. E lo siamo anche perché ci aspettiamo che dal trial in corso, di fase 3, del vaccino della Moderna emergano indicazioni di efficacia equivalenti. Avremo questi dati a giorni».

I due vaccini - Pfizer e Moderna - condividono infatti l’utilizzo della stessa nuova piattaforma per l’ immunizzazione, basata sull’ impiego dell’Rna messaggero. «È la prima volta in assoluto che un vaccino basato su questa piattaforma ha dato prove di indurre le risposte immunitarie che proteggono dalla malattia. È una grossa novità perché il vantaggio di questo metodo è la sua rapidità di esecuzione».

Da Cassetti arriva però anche un invito alla pazienza e ad attendere la revisione completa dei risultati della Pfizer. «I dati che abbiamo ricevuto sinora sulla efficacia nella prevenzione del 90% delle infezioni sintomatiche sono eccellenti, ma ci sono ancora varie domande in attesa di risposta. Non sappiamo se e come il vaccino funzioni contro i contagi asintomatici. Quanto a lungo duri la protezione e se vi è una diversa risposta immunitaria a seconda delle fasce di età di appartenenza». Con il vaccino della Pfizer c’è inoltre qualche difficoltà di trasporto e conservazione, in quanto il prodotto va mantenuto a meno 80 gradi di temperatura: «Il dipartimento alla difesa Usa - spiega - sta già lavorando alla logistica necessaria nei centri di distribuzione dei vaccini, e negli Usa il problema verrà risolto. Ma il vaccino della Moderna pare non presentare questa difficoltà ed avere la capacità di rimanere stabile a - 20 gradi per un periodo di tempo discreto».

Quanto al nodo cruciale dei tempi e delle modalità di distribuzione, la scienziata è positiva: «Per dicembre dovremo essere in grado in Usa di vaccinare 20 milioni di persone. Ossia di avere i 40 milioni di dosi necessarie alla doppia somministrazione. L’immunizzazione verrà data a scaglioni per fasce di rischio, partendo dai lavoratori della sanità in prima linea nella lotta al covid-19, seguiti da persone ad alto rischio per la presenza di malattie preesistenti e gli anziani. Da fine aprile si ritiene che i vaccini saranno disponibili per la popolazione generale».

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