Venerdì 01 Agosto 2008

Piste ciclabili, la grande occasione

«C’è da pedalare». Se lo dice l’Aribi non è una novità. L’Associazione per il rilancio della bicicletta è solita promuovere l’uso delle due ruote. Il sollecito, però, questa volta non è rivolto all’automobilista incallito, bensì alla Provincia. Perché l’occasione è di quelle ghiotte e se non si accelera si rischia davvero di perdere un treno, ops una corsa, importante. E il «peccato» sarebbe ancora più grave in quanto recidivo.lI primo bandoImmaginate di pedalare per 310 chilometri che partendo dal lago di Lugano scendono fino agli specchi d’acqua di Varese, poi zigzag fino a quelli brianzoli e a quello di manzoniana memoria, attraversando Garlate, Calolziocorte-Lecco fino a a Colico. Con diramazioni che arrivano a Bellagio, giù dalla sella su al traghetto. Itinerari cicloturistici che fanno da traino a bed & breakfast, parchi, ecomusei e tutto ciò che gira intorno al mondo dei filo-bike, snodandosi per un paesaggio unico in Europa: la dorsale collega 14 laghi nell’arco di un centinaio di chilometri. Il «pacchetto» acchiappaturisti si sta costruendo grazie a un primo bando europeo «Interreg» (progetto transfrontaliero Italia-Svizzera già concluso e operativo negli anni 1999-2006 da 98 milioni di euro) a cui hanno partecipato le province di Lecco (capofila), Varese e Como, accaparrandosi dalla Regione (che trasferisce i fondi dell’Unione europea agli enti locali) un milione e mezzo di euro a testa. Sondrio è rientrata poi per il rotto della cuffia, ottenendo anche lei dei finanziamenti. E Bergamo? Bergamo nisba. Non pervenuta. Interrompendo, di fatto, la continuità della ciclovia dei laghi lombardi verso il Garda e l’Austria (attraverso il Trentino), «bucando» la valorizzazione dei laghi di Endine e Iseo.La grande occasioneOra la chance si ripropone. È stato infatti pubblicato un secondo «Interreg» per le annualità 2007-2013: disponibili 69 milioni di euro da assegnare a temi come trasporti, ciclabilità, turismo e cultura. La Provincia di Bergamo è stata inserita tra le zone «di flessibilità» che possono partecipare, insieme a Milano, Brescia e Pavia. Il tempo non è molto perché le proposte vanno inoltrate entro il 23 settembre, ma ce la si potrebbe ancora fare. Un’occasione da non perdere che però, dalle parti di via Tasso, non hanno ancora ben presente. «In un recente incontro per fare il punto sulla ciclabilità provinciale – ricorda l’Aribi – abbiamo potuto constatare che gli organi tecnici e di gestione non avevano alcuna informazione sul nuovo Interreg. Abbiamo quindi lasciato copia del bando, invitando la Provincia a considerare le ragioni di opportunità che tale occasione offre al territorio bergamasco». Un paio di motivi, secondo l’Aribi, sarebbero già sufficienti per aderire a occhi chiusi all’Interreg II: «Innanzitutto la valorizzazione degli investimenti già fatti in materia di cicloturismo, in particolare nelle valli Seriana, Brembana e Cavallina, che verrebbero così inserite in un più ampio obiettivo turistico, insieme ai laghi bergamaschi e alle altre infrastrutture culturali e turistiche». Secondo: «L’opportunità di connettere Brescia e il Garda, oltre all’Iseo e al lago d’Endine alla più vasta area dei laghi. Le analisi di marketing a suo tempo condotte per le province di Varese, Como e Lecco hanno rilevato una situazione unica in Europa, che consente al cicloturista di toccare 20 laghi in pochi chilometri (150)».«Verso l’europa»L’Aribi fa anche notare come il progetto si inserisca in un contesto europeo, «dal quale Bergamo rischia di restare tagliata fuori se non sfrutterà quest’occasione». La «pedemontana» ciclabile dei laghi, infatti, si inserisce nella programmazione ciclabile europea (Eurovelo) e nazionale (BicItalia). «Ma la Provincia – è critica l’Aribi – sembra andare in una direzione più "isolazionistica". L’assessorato provinciale alla Pianificazione ha avanzato negli anni scorsi, in sinergia con le province di Brescia, Milano e Lecco, l’iniziativa per il completamento di percorsi parzialmente esistenti che da Adro discendono il fiume Oglio fino a Treviglio, in direzione Milano, e risalgono l’Adda fino a Lecco. Opportunità importante, ma che non connette gli ambiti turistici pedemontani, discostandosi dalle previsioni Eurovelo e BicItalia e dagli interessi primari che offre la ciclovia dei laghi, che avrebbe grande appeal anche sui flussi turistici di Orio al Serio». Insomma, è una questione di opportunità. E la corsa scade il 23 settembre.(01/08/2008)

e.roncalli

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