Domenica 20 Luglio 2008

Pochi sul «Bus City», ma i turisti non sanno che esiste il servizio

Ora l’idea è di fare un accordo con le compagnie aeree low cost così come di tappezzare gli alberghi per far conoscere il servizio ai turisti. Non ci si stupisca se si vede in giro per la città il bus City Sightseeing vuoto o comunque con pochi passeggeri: i turisti non sanno che il servizio è attivo. O meglio: non sanno che quel servizio offre numerosi vantaggi. Economici e turistici. «Abbiamo avviato il bus City Sightseeing il 14 marzo scorso – spiega Claudio Astori, direttore generale della Zani Viaggi e presidente del City Sightseeing Milano –, un modo per visitare Bergamo su autobus panoramici. Con alcuni vantaggi: un biglietto passepartout da sfruttare per tutta la giornata». Il biglietto del «bus rosso» è infatti utilizzabile sul pullman turistico e, grazie a un accordo con Atb, offre anche l’accesso all’intera rete di trasporto urbano, comprese le due funicolari e il collegamento con Orio. «E non è da sottovalutare che nelle 13 euro di costo del biglietto (ridotto a 6 per viaggiatori dai 4 ai 15 anni, gratuito sotto i 4 anni, ndr) c’è tutto questo e la possibilità di salire e scendere dal mezzo tutte le volte che si vuole». Peccato però che i turisti che stanno sfruttando questo tour turistico sono davvero pochini per un bus che effettua un viaggio ogni ora per tutto il giorno con un mezzo che può contenere fino a 44 persone. Al momento e fino alla fine di agosto il servizio, accessibile e senza alcuna barriera architettonica, è stato intensificato con frequenza giornaliera, dal lunedì alla domenica, dalle 9 del mattino e con frequenza oraria fino alle 18 per garantire una maggiore offerta turistica. Con uno sguardo a dopo settembre: «Per i mesi invernali pensiamo a un servizio solo il fine settimana – conclude Astori –. Vorremmo anche passare da 4 a otto lingue straniere per quanto riguarda le spiegazioni turistiche, garantendo oltre all’italiano, l’inglese, lo spagnolo e il tedesco anche il francese, portoghese, il russo e il giapponese. È certo che il servizio, soprattutto se non sfruttato, ha un forte costo». Considerando il costo del personale e soprattutto del carburante. «Ma sarebbe un peccato sospendere un’offerta turistica che ci mette allo stesso livello di molte altre cittadine italiane e straniere». E non manca un appello alle amministrazioni locali: «Spero che il Comune possa collaborare per promuovere questo servizio – conclude Astori: –, a vantaggio dell’immagine turistica che Bergamo vuole e deve offrire».(20/07/2008)

fa.tinaglia

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