Pontoglio condannato per i cartelli «Discriminazione collettiva»

Pontoglio condannato per i cartelli
«Discriminazione collettiva»

L’amministrazione dovrà pagare 5.000 euro per i cartelli posizionati (e poi rimossi) all’ingresso del paese.

«Discriminazione collettiva»: per questo l’Amministrazione comunale di Pontoglio è stata condannata a pagare una multa di 5mila euro per i cartelli posizionati all’ingresso del paese, anche al confine con la Bergamasca. Quelli che recitavano «Pontoglio è un paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana. Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene». Così ha deciso il Tribunale civile di Brescia, che ha accolto il ricorso della Fondazione Guido Piccini e dall’Asgi (associazione studi giuridici sull’immigrazione) e ha riconosciuto il Comune colpevole di «discriminazione collettiva nei confronti degli immigrati e di chiunque professi una religione diversa da quella cristiana».

Sulla questione si era espresso anche il ministero delle Infrastrutture, che aveva dichiarato i cartelli non conformi al codice della strada e ne aveva quindi chiesto la rimozione. Solo a inizio luglio il comune di Pontoglio aveva provveduto a togliere i cartelli (dopo sette mesi di polemiche), ma la rimozione non ha comunque fermato i giudici della Terza sezione del Tribunale civile di Brescia.


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