Presepe vivente a PremoloUn tuffo nella tradizione

Anche quest’anno Premolo si prepara al Natale con il Presepe vivente, che presenta una sorta di viaggio a ritroso nel tempo. Lunedì 26 e martedì 27 dicembre, la nascita di Gesù viene rivissuta in un’ambientazione che richiama la tradizione rurale a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il gruppo «Don Antonio Seghezzi» organizza la manifestazione sin dal 1985, ma è dal 1996 che il presepe vivente ha cominciato ad avere come cornice un angolo di Premolo ancora intatto, contrade dove molte abitazioni, databili dal XII al XVIII secolo, conservano linee e architetture del passato.I vicoli, i portici, le stalle, i celtri (locali con volta a botte), si animano di costumi, mestieri, suoni e odori di un tempo. Circa 150 le comparse che danno vita alla rappresentazione. Con alcune novità, tra cui una miniera con la presenza del gruppo «Le taissine» di Gorno (le taissine erano le donne che cernivano i minerali). La manifestazione è patrocinata dalla Comunità montana Valle Seriana superiore e dal Comune di Premolo. Alla sua realizzazione collaborano, oltre a tanti privati che mettono a disposizione luoghi e animali, il gruppo folcloristico «Lampiusa» di Parre, l’associazione antincendio boschivo e protezione civile di Ponte Nossa, la Croce rossa di Clusone, l’associazione Burlapom, la Consulta giovanile e il gruppo Amici della birra. Il presepe vivente si potrà visitare lunedì e martedì dalle 20,30 alle 22,30 (anche in caso di maltempo). Per informazioni tel. 335/8246356 oppure visitare il sito internet www.gruppodonseghezzi.it

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