Reato di immigrazione clandestina
Renzi frena: «Per ora non si cambia»

La depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina «non sarà nel prossimo Cdm»: dopo giorni di polemiche, è il premier Matteo Renzi a mettere fine alla querelle.

Per il momento, dunque, tutto resta com’è, nonostante le proteste dei magistrati che anche ieri, per bocca dell’Anm, avevano definito il reato «dannoso e inutile». La presa di posizione del presidente del Consiglio è in linea con quella del ministro dell’Interno Angelino Alfano, che pur ammettendo che la norma non ha funzionato ha sostenuto che «la gente non capirebbe» un intervento in questo particolare momento.

«Secondo i magistrati - dice infatti Renzi - il reato non serve, non ha senso e intasa i tribunali. Ma è anche vero che c’è una percezione di insicurezza per cui questo percorso di cambiamento delle regole lo faremo tutti insieme senza fretta». Niente «demagogia», quindi, «ma anche no al buonismo esasperato» perché «chi sbaglia deve pagare e va mandato via».

Un nuovo rinvio, quindi, come era già accaduto a novembre, nonostante all’interno dello stesso Pd vi siano diverse anime che chiedono la cancellazione della norma. In realtà il problema non è il reato in sé, ma i suoi effetti. «La legge va bene - spiega il capo della Polizia Alessandro Pansa - il problema reale è dato dal fatto che si intasa l’attività delle procure» che devono affrontare migliaia di procedimenti che ne rallentano l’attività.

È necessario dunque «migliorare la legge» e, dunque, è «preferibile che (il reato, ndr) venga riformato, con un meccanismo che renda più agevole la gestione dei migranti quando transitano per i nostri confini in maniera illegale, in modo da gestire meglio l’attività investigativa».

Parole che non vanno affatto giù al leader della Lega Matteo Salvini. «Il capo della Polizia chiede di depenalizzare la clandestinità. Ma come mai la clandestinità è un reato efficace in mezza Europa e in mezzo mondo, e solo in Italia non si riesce ad applicarlo? Il capo della Polizia dovrebbe difendere i suoi uomini e gli italiani, invece di leccare le scarpe di Renzi: si dimetta!».

Al netto delle polemiche, quello della percezione della sicurezza che hanno i cittadini è un problema serio che va affrontato con cautela. È «indispensabile - dice non a caso Pansa, che sa bene di cosa si parla - che il nostro paese lanci qualche segnale dissuasivo» ai cittadini, «per far capire che noi gestiamo il fenomeno dell’immigrazione con umanità, con correttezza con rispetto delle regole nazionali e internazionali ma lo gestiamo con grande rigore».

Soprattutto dopo quel che è avvenuto a Colonia. «Il fenomeno di Colonia onestamente mi preoccupa solo per il rischio emulazione - spiega il capo della Polizia - e in questo momento, nel nostro paese, la presenza degli stranieri è sicuramente percepita con minore insicurezza rispetto ad altre città». Inoltre, «la radicalizzazione dei rapporti tra i cittadini e gli stranieri, grazie a Dio, non si sta spostando verso forme xenofobe vere, verso una sorta di arabofobia come sta avvenendo in altre parti d’Europa e questo è un approccio che ritengo sia propedeutico ad una migliore interrelazione e quindi alla possibilità di evitare che cose così gravi accadano anche nel nostro paese».

In ogni caso, le forze dell’ordine sono «particolarmente attente per evitare» qualsiasi tipo di episodi come quello di Colonia, «anche singoli, piccoli episodi, che possano diventare un modello e ispirare anche altri a comportarsi allo stesso modo».

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