Reggimento di Alpini a Bergamo? «Ci costerebbe 60 milioni di euro»

Un reggimento di Alpini da Trento a Bergamo o Brescia? L’idea è certamente affascinante, soprattutto per due provincie nelle quali la tradizione e l’attaccamento al Corpo degli Alpini è sempre stato, ed è tutt’oggi, un punto di orgoglio. Tuttavia, quando si fanno i conti con i costi che può comportare una simile operazione - circa 60 milioni di euro (quasi 120 miliardi di vecchie lire) per la caserma a Bergamo - l’entusiasmo lascia il posto alla riflessione. Anche perchè, al ministero della Difesa, probabilmente non frega di meno dell’affetto, dell’attaccamento e dell’orgogliosa tradizione di una città o di una provincia verso un Corpo militare come può essere quello degli Alpini: volete un Reggimento? Pagatelo. Perchè questo è, in sostanza, quanto hanno risposto le Forze Armate ai bergamaschi e bresciani che hanno manifestato la disponibilità ad ospitare un reparto di Penne Nere, nell’una o nella città. Lo confermano i sindaci di Bergamo, Roberto Bruni, e di Brescia, Paolo Corsini, reduci da un incontro che si è tenuto a Roma, presso il Ministero della Difesa. «In quell’occasione - riferiscono i due primi cittadini - si è appreso dal generale Colucci, che guidava la delegazione delle Forze Armate, che l’idea di trasferire un Reggimento da Trento in Lombardia, e più precisamente nelle città di Bergamo e Brescia, può essere perseguita a condizione che la predisposizione delle infrastrutture sia realizzata con oneri interamente a carico delle Amministrazioni Comunali che dovrebbero in futuro farsi carico anche della manutenzione straordinaria delle medesime».

In soldoni, la «sparata» dei militari, per le casse del municipio di Bergamo, significherebbe un onere pesante: per la nostra città, candidata ad ospitare il Comando, si tratta di un impegno economico complessivamente non inferiore ai sessanta milioni di euro e di un’area da occupare di circa 125 mila metri quadri. Alla richiesta posta dai rappresentanti delle Amministrazioni Comunali in ordine alla possibilità di recuperare l’uso di caserme attualmente inutilizzate, il gen. Colucci ha dichiarato che tali beni sono stati, proprio con la recente Legge Finanziaria, dismessi dalla Difesa ed affidati al Demanio che, sulla base di una lista di cui si attende imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dovrà provvedere alla loro valorizzazione.

«Di fronte a questo quadro - sostengono Bruni e Corsini - appare evidente come la volontà espressa dalle nostre comunità di vedere ritornare le Truppe Alpine in territorio lombardo e nelle province più legate alla loro tradizione sia di difficilissima attuazione, a causa degli enormi oneri economici che comporterebbe per i Comuni interessati».

I due sindaci si sono quindi rivolti a chi da sempre auspica caldamente un ritorno delle Penne Nere in Lombardia - il ministro Mirko Tremaglia, il presidente della Regione Formigoni e i presidenti delle provincie di Bergamo e Brescia, Bettoni e Cavalli - perchè valutino con loro, difficoltà, oneri ed eventuali opportunità.

(18/04/2005)

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