Rossi batte cassa al Pirellone per finire la variante di Zogno

Rossi batte cassa al Pirellone
per finire la variante di Zogno

Il primo atto ufficiale del neopresidente della Provincia Matteo Rossi? Battere cassa al Pirellone per trovare la maggior parte dei milioni (quasi 24) mancanti alla realizzazione della variante di Zogno.

Tempo tre giorni dal suo insediamento, e l’esponente del Pd ha messo nero su bianco la sua bella letterina in Regione. Via Tasso ha chiesto l’integrazione del finanziamento: la richiesta è stata siglata nel pomeriggio di mercoledì 1 ottobre dal presidente Matteo Rossi e dal dirigente del settore Viabilità Renato Stilliti.

«Chiediamo a Regione Lombardia che stanzi l’ulteriore somma di 16 milioni di euro e precisiamo che la Provincia di Bergamo provvederà, come da delibera consiliare adottata nella seduta del 22 settembre scorso, a finanziare la somma di 7.800.000 euro», spiega Rossi. «Quest’opera è fondamentale per il nostro territorio. Chiedo a tutti i consiglieri regionali bergamaschi di aiutare la Provincia monitorando l’evolversi della discussione in Regione».

L’apertura dell’ultimo diaframma della galleria della variante di Zogno

L’apertura dell’ultimo diaframma della galleria della variante di Zogno
(Foto by Mario Rota)

Sull’opera, attesissima, era piombata nei giorni scorsi la tegola di un forte aumento dei costi: 23,8 milioni di euro in più, a fronte dei 43,6 milioni a cui era avvenuta l’aggiudicazione. Effetto, soprattutto, di «incerto geologico», ovvero di una montagna che ha richiesto lavorazioni diverse e maggiori rispetto a quelle previste.

I lavori  alla prima galleria della variante di Zogno

I lavori alla prima galleria della variante di Zogno
(Foto by Foto Studio 90)

Ma c’è chi avanza dubbi di natura progettuale. Nell’attesa, uno degli ultimi atti del predecessore di Rossi, Ettore Pirovano, è stato quello di concordare con l’impresa Itinera una nuova perizia, così da evitare una ulteriore gara d’appalto. Ma i tempi di realizzazione della variante slittano inevitabilmente, e c’è chi teme che prima del 2016 non ci sarà nulla da fare. Sempre che saltino fuori i soldi e non ulteriori complicazioni.

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