Schilpario, aperta nuova miniera Grande successo di pubblico

Schilpario, aperta nuova minieraGrande successo di pubblicoPiù di mille visitatori in pochi giorni. È un successo a Schilpario l’apertura ai turisti di una nuova miniera, dopo quella della Berbera avvenuta nel 1998. Ora sono stati ripristinati i cunicoli e soprattutto il trenino che un tempo utilizzavano i minatori del Ribasso Gaffione.

Come per la Berbera, anche quest’ultimo recupero è merito della Cooperativa Ski-Mine, una struttura privata senza fini di lucro impegnata a valorizzare il parco minerario di Schilpario, dedicato alla memoria dell’ingegnere Andrea Bonicelli, personaggio che tanto si prodigò non solo per i minatori scalvini.

Nel 1998 Anselmo Agoni, Alessandro e Luigi Capitanio riuscirono a rendere percorribili 800 metri della miniera Berbera trasformandola in un museo, con foto e attrezzature d’epoca. Visto il successo della prima iniziativa, i promotori hanno continuato con entusiasmo nel loro progetto di recuperare il mondo minerario della Valle di Scalve.

L’ultima fatica è proprio di questi giorni: il ripristino del Ribasso Gaffione non è stato ancora presentato ufficialmente e già più di mille persone sono entrate nelle viscere della montagna alla scoperta di questa miniera. Anche se molti visitatori sono attirati dalle basse temperature presenti sottoterra, c’è da scommettere che l’interesse per questa proposta andrà oltre la grande afa d’agosto.

Alla miniera Gaffione si entra con un trenino degli anni Sessanta che trasporta a ogni viaggio una ventina di persone, sedute nei due vagoni un tempo utilizzati per asportare il materiale. Tra andata e ritorno il percorso è lungo 2 chilometri e mezzo, per una durata di circa 50 minuti. I visitatori scoprono un ambiente affascinante: una grande coltivazione di ferro che ha all’interno un fiume sotterraneo attorniata dalle stalattiti e dalle colonne di roccia scavate negli anni Trenta dai minatori.

La miniera Gaffione si trova nei pressi della località Fondi, dove si può giungere in auto o in pullman. Prima di salire sul trenino, accessibile anche ad anziani e disabili, al visitatore vengono forniti l’elmetto e la giacca impermeabile. Poi inizia il viaggio nel passato, per rivivere una pagina importante della storia della Valle di Scalve.

(22/08/2003)

Su L’Eco di Bergamo del 23/08/2003

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