Sciopero degli avvocati, udienze a rischio

Sciopero degli avvocati e udienze a forte rischio nei prossimi giorni in Tribunale: l’unione delle Camere Penali italiane, infatti, con l’adesione anche dell’Organismo unitario dell’Avvocatura (Oua), dell’Associazione nazionale Forense (A.nf) e delle Camere Civili, ha proclamato l’astensione dalle udienze dal 16 al 21 luglio compresi. Nel mirino della protesta i rapporti, giudicati troppo stretti e unilaterali, tra Governo e Magistratura. In particolare la Giunta delle Camere Penali punta l’indice contro il Governo, reo di subire «acriticamente le pressioni dell’Anm. (Associazione nazionale magistrati)» che porterebbero a confermare e aggravare, attraverso modifiche dell’ordinamento giudiziario, «l’assetto burocratico e autoritario della magistratura contro le regole costituzionali del giusto processo, con ciò svilendo anche il ruolo dell’avvocato».
Le Camere Penali protestano anche contro «l’inaccettabile invadenza nelle istituzioni» da parte dell’Anm, e contro il fatto che le riforme in campo di Giustizia vengono trattate solo con consultazioni tra Governo e Magistratura. C’è poi l’esclusione degli avvocati dai consigli giudiziari: se a valutare la professionalità dei magistrati sono solo soggetti interni alla Magistratura, è il ragionamento dei penalisti, viene a confermarsi la pretesa dell’Am di «chiudersi in un circuito autoreferenziale», situazione questa del tutto contraria ai principi costituzionali.
Per mercoledì 18 luglio, è prevista a Roma una manifestazione degli avvocati sui temi della protesta. Data l’alta adesione dei singoli organismi e associazioni di avvocati, a rischio nel corso della settimana di astensione non saranno solo le udienze penali (garantite esclusivamente in caso di imputato detenuto, come previsto dal codice di autoregolamentazione degli avvocati), ma anche le udienze civili e amministrative.

(14/07/2007)

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