Scorie e truffa, Locatelli a processo Chiesti 6 anni e tre mesi per Orzivecchi

Scorie e truffa, Locatelli a processo
Chiesti 6 anni e tre mesi per Orzivecchi

Sono state annunciate nella mattinata di giovedì 22 ottobre le richieste di condanna per il processo Brebemi sul caso della tangenziale di Orzivecchi dove, secondo l’accusa, sarebbero stati depositati, nel sottosuolo, scorie e materiali inquinanti in quantità non regolare.

Sotto accusa l’imprenditore Pierluca Locatelli, la moglie e alcuni ex collaboratori: per Locatelli è stata chiesta una condanna di 6 anni e tre mesi.

Il caso riguarda due fascicoli, uno relativo al presunto traffico di rifiuti (ma l’incidente probatorio ha rilevato il superamento dei limiti degli inquinanti solo in 3 campioni su 35) e frode in pubbliche forniture relativo alla nuova autostrada Brebemi, l’altro relativo alla tangenziale di Orzivecchi, in provincia di Brescia, per frode in pubbliche forniture e truffa: a deciderlo era stato il gup di Brescia, che aveva quindi disposto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati con sede processuale Bergamo. Per un cavillo, invece, il filone Brebemi è tornato in Procura, a Brescia, mesi fa.

Nella giornata di giovedì si è focalizzata l’attenzione sulla questione di Orzivecchi. Queste le altre richieste di condanna: 3 anni alla moglie Orietta Rocca, 5 anni all’ex collaboratore Giovanni Battista Pagani, 53 anni, di Pontoglio (Brescia), 4 anni e 8 mesi a Bartolomeo Gregori, 44, di Telgate, ex responsabile della gestione dei mezzi della Locatelli; 3 anni ad Andrea Fusco, 42 anni di Costa Mezzate, legale rappresentante della «Locatelli Geom. Gabriele» così come ad Angelo Suardi, di Carobbio degli Angeli, 44 anni, che redigeva i documenti della Biancinella. Infine 2 anni all’ex dipendente dell’amministrazione provinciale di Brescia Bortolo Perugini.

L'impresa Locatelli era finita sotto la lente degli inquirenti bresciani una prima volta nel corso di un'indagine riguardante la realizzazione della tangenziale di Orzinuovi. Gli approfondimenti si sono poi estesi ai cantieri della Brebemi. Secondo le accuse, nel sottofondo stradale della Brebemi l'impresa bergamasca avrebbe conferito rifiuti inquinanti.


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