Scuola, scatta il primo sciopero
Lezioni a rischio mercoledì 17

La prima campanella è suonata ieri nelle scuole. Ma domani già potrebbe rimanere muta. Per mercoledì 17 settembre è stato infatti proclamato il primo sciopero ufficiale della scuola: ad incrociare le braccia per tutta la giornata saranno i lavoratori del personale docente e Ata di Unicobas scuola.

La prima campanella è suonata ieri nelle scuole. Ma domani già potrebbe rimanere muta. Per mercoledì 17 settembre è stato infatti proclamato il primo sciopero ufficiale della scuola: ad incrociare le braccia per tutta la giornata saranno i lavoratori del personale docente e Ata, a tempo determinato e indeterminato di Unicobas scuola.

Il sindacato ha fatto sapere che diversi punti della nuova riforma di Renzi non piacciono ai docenti, come ad esempio quello relativo al premiare l’impegno dei docenti, che secondo i sindacati vuol dire in realtà assunzione diretta di docenti e Ata da parte dei dirigenti scolastici, come nelle scuole private.

Interpretando il passaggio del sottosegretario Reggi al Demanio come una «punizione» per «aver svelato troppo presto le vere intenzioni del Governo: orario dei docenti a 36 ore, taglio di un anno di scuola superiore e così via», l’Unicobas ritiene «assolutamente dirompente» il «pacco scuola».

«Come per le scuole private: via titolarità e organi collegiali; valutati dai dirigenti; scatti eliminati. Il piano Renzi prevede la scomparsa della titolarità giuridica di istituto, perché crea il limbo di una rete di scuole alla quale assegnare i docenti, come tappabuchi. Gli insegnanti italiani sarebbero così in balia - sostiene l’Unicobas - dei giudizi dell’onnipotente Dirigente Scolastico e del suo «Mentor» (sic!), che deciderebbero se pescarli o meno da quel limbo. Questo è un meccanismo uguale all’assunzione diretta e discrezionale in uso nelle scuole private».

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