Lunedì 09 Ottobre 2006

Stagione di pesca:bilancio positivo

Nonostante le crescenti emergenze legate alla siccità nei corsi d’acqua della Bergamasca la stagione di pesca appena conclusa, specie in pianura, sembra aver dato soddisfazioni agli amanti di questa disciplina. Sia nel Brembo che nel Serio sono ormai diventate costanti le catture di temoli anche di grossa taglia, così come quelle di trote fario e marmorate e loro ibridi, che, specialmente in occasione degli aumenti di portata dovuti alle piogge intense degli ultimi giorni, hanno consentito di catturare animali anche sopra i 40 centimetri.La stagione 2006 si è conclusa domenica 1° ottobre nelle ex acque pregiate, ora acque di tipo B, e alla trota, sia fario che marmorata, anche nelle restanti acque provinciali, ove resta invece aperta la pesca alla trota iridea.Una situazione confortante, secondo l’assessore provinciale Luigi Pisoni, in quanto è indice che sia i ripopolamenti effettuati con materiale prodotto negli incubatoi ittici di valle, sia l’immissione di novellame di temolo acquistato stanno dando ottimi risultati.Nei laghi la pesca all’agone ha consentito ingenti catture sull’Iseo, mentre si mantengono costanti le catture di coregone e di anguilla. In netta ripresa sono le popolazioni di salmerini alpini, grazie ai ripopolamenti effettuati con soggetti nati da riproduzione artificiale, e di alborella, che sembra uscita dalla preoccupante fase critica riguardante tutti i laghi del Nord Italia.A Endine, nonostante la presenza massiccia del siluro, in parte debellato, resta buona la situazione della pesca alla carpa, per la quale sono state promosse due manifestazioni internazionali, nonché l’esercizio di tipologie di pesca tradizionali altamente specialistiche, quali la pesca all’anguilla e al luccio.Meno positiva la stagione nei corsi d’acqua sia naturali che artificiali della pianura bergamasca: il perdurare dei periodi di siccità e le elevate temperature sono state causa di elevata mortalità fra i pesci. Tuttavia, grazie alle sinergie attivate fra la Provincia e le associazioni locali di pescatori è stato possibile, in parecchi casi, il recupero e il trasferimento del pesce altrimenti destinato a morte certa.(09/10/2006)

r.clemente

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