Studenti chiassosi: pronti a scusarsi
L'Atb: verifiche interne in atto

«Il comportamento è stato inqualificabile, sono pronti a chiedere scusa». Interviene anche il preside del Centro formazione professionale sul caso degli studenti cacciati da un bus perché alcuni facevano chiasso. L'Atb: verifiche interne.

«Il comportamento di quei nostri ragazzi è stato inqualificabile, ma sono pronti a chiedere scusa». Interviene anche il preside del Centro formazione professionale di via Gleno, Gerardo Infascelli, sul caso della cinquantina di studenti dell'istituto cacciati, giovedì pomeriggio, da un bus dell'Atb perché alcuni di loro facevano troppo chiasso.

I giovani sono pronti a scusarsi per l'accaduto con gli altri passeggeri adulti che erano sull'autobus e li hanno invitati a visitare l'istituto. «Il comportamento di quegli studenti è stato inqualificabile e ringrazio L'Eco per aver dato risalto alla notizia – spiega il preside –: commentando l'accaduto con i ragazzi, abbiamo capito tutti insieme che di certe cose bisogna parlare pubblicamente. Il comportamento sbagliato di pochi ha profondamente offeso la maggioranza degli allievi, che sono più di 700 solo nei corsi diurni, e tutti coloro che qui lavorano con passione e serietà per preparare giovani che sappiano inserirsi nella società con senso civico e adeguate competenze professionali».

Il preside ha incontrato in assemblea i rappresentanti di classe per discutere della vicenda e ha inviato una circolare sul caso a studenti e genitori: è emerso che i più «agitati» sull'autobus 7A si potevano contare sulle dita di una mano. Di qui, giovedì pomeriggio, le proteste degli altri studenti-passeggeri, che erano stati a loro volta cacciati dal pullman pur non avendo fatto chiasso come i compagni. La scuola preferisce non entrare nel merito della decisione dell'autista Atb di far scendere indiscriminatamente tutti i ragazzi per puntare invece l'attenzione sul tema che sta più a cuore all'istituto, vale a dire l'educazione dei ragazzi. Intanto l'Atb ha fatto sapere di avere in corso ancora le opportune verifiche interne del caso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA