Tasse, entro il 16 acconto Imu-Tasi
10 miliardi nelle casse dello Stato

L’eliminazione della Tasi sulla prima abitazione non ha abolito l’appuntamento di metà giugno con le tasse sulla casa. Entro il 16, quasi 25 milioni di proprietari di seconde case ma anche di prime rientranti nelle categorie «lusso» sono chiamati a versare il primo acconto di Imu e Tasi residua.

La prima tranche varrà, secondo i calcoli della Uil, 10,1 miliardi di euro (per un totale di 20,2 miliardi di euro a conguaglio), con un costo medio sulla seconda casa di 535 euro ora e di 1.070 euro medi totali a fine anno, con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città. Sulle prime case signorili, la media è invece di 1.305 euro di acconto, per un totale annuale di 2.610 euro, con punte di oltre 6 mila euro.

Anche se sull’abitazione principale non si pagano più le imposte, spiega Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, per 3,5 milioni di proprietari non è proprio così. Chi possiede una pertinenza alla prima casa della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) l’Imu/Tasi va comunque versata, ma con l’aliquota che spesso è quella delle seconde case, con costi medi di 55 euro, con punte di 110 euro.

La somma delle aliquote dell’Imu e della Tasi per ciascuna tipologia di immobile non può essere superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’Imu al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille, e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile. Per il 2016 il limite del 10,6 per mille può essere superato dello 0,8 per mille (arrivando così all’11,4 per mille).

Secondo i calcoli Uil, la media per le seconde case ammonta al 10,53 per mille, e in molti Comuni (480 municipi di cui 20 Città capoluogo) viene confermata «l’addizionale Tasi» (fino ad un massimo dello 0,8 per mille), introdotta per finanziare negli scorsi anni le detrazioni per le abitazioni principali. In particolare Roma, Milano, Ascoli, Brescia, Brindisi, Matera, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Siena, Verona, Vicenza hanno scelto l’aliquota dell’11,4 per mille.

Il costo maggiore in valore assoluto per una seconda casa a disposizione si registra a Roma con 2.064 euro medi, di cui 1.032 euro con l’acconto il prossimo 16 giugno; a Milano, invece, si pagheranno 2.040 euro medi (1.020 euro di acconto); a Bologna 2.038 euro (1.019 euro di acconto); a Genova 1.775 euro (888 euro di acconto); a Torino 1.745 euro (872 euro di acconto).

Valori più «contenuti», invece, ad Asti con un costo medio di 580 euro (290 euro di acconto) e a Gorizia con 582 euro (291 euro di acconto). L’importo sale in particolare nelle grandi città: il risparmio maggiore in valori assoluti si registra a Torino con 403 euro medi a famiglia; a Roma, invece, il risparmio sarà di 391 euro medi; a Siena 356 euro; a Firenze 346 euro; a Genova 345 euro; a Bologna 331 euro; a Foggia 326 euro; a Como 321 euro; ad Ancona e Napoli 318 euro; a Milano 300 euro. A pagare di più saranno i romani, poi i milanesi e i bolognesi. In coda gli astigiani

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