Mercoledì 23 Luglio 2008

Traffico di droga nella Bassa, 15 arresti

Il Nucleo di Polizia Tributaria di Bergamo, al termine di un’indagine coordinata dal dott. Domenico Chiaro della Procura della Repubblica, finalizzata al contrasto del traffico internazionale e dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal Gip del Tribunale di Bergamo nei confronti di altrettanti cittadini marocchini. L’indagine, durata circa un anno, ha preso avvio dall’attento monitoraggio dei movimenti di numerosi extracomunitari domiciliati nella Bergamasca. I servizi di appostamento ed osservazione, soprattutto nelle ore notturne, e i riscontri effettuati presso le banche dati disponibili hanno permesso di rilevare che alcuni di costoro risultavano muniti di assunzioni lavorative fittizie e con fonti di sostentamento illecite legate al commercio di sostanze stupefacenti.L’attività investigativa è stata quindi orientata inizialmente all’identificazione degli spacciatori ed all’individuazione delle modalità di esecuzione delle illecite attività. Successivamente, anche grazie a intercettazioni telefoniche, l’attenzione è stata rivolta ai canali di approvvigionamento della droga, estendendo le indagini all’intera struttura criminale delineatasi con collegamenti all’estero, precisamente nel nord Europa ed in Marocco.  Gli accertamenti svolti hanno dunque permesso di acquisire precisi elementi relativamente alle località in cui veniva quotidianamente realizzata l’attività di spaccio (in particolare nei comuni di Treviglio, Martinengo, Morengo, Covo, Fara Olivana con Sola e paesi limitrofi) ed alle identità dei criminali, molti dei quali senza fissa dimora o con residenze solo fittizie, che erano soliti servirsi per lo svolgimento delle loro attività illecite di schede cellulari intestate a prestanome, sostituite con impressionante frequenza al fine di compromettere eventuali investigazioni nei loro confronti. Con lo stesso scopo, le conversazioni ascoltate si svolgevano utilizzando un linguaggio allusivo, caratterizzato da termini convenzionali che individuavano le necessità degli acquirenti, i quantitativi di stupefacente richiesti ed i luoghi d’incontro, solitamente bar, piazze e giardini pubblici.In diverse circostanze sono state effettuate perquisizioni locali e personali che hanno condotto in un caso all’arresto di una persona ed al sequestro di diverse dosi di cocaina, vendute ad un prezzo oscillante tra i 50 e i 70 euro. Tra gli assuntori individuati vi è anche un imprenditore di Milano che aveva falsamente assunto due tra i principali indagati per agevolare le loro richieste di rinnovo del permesso di soggiorno, ricevendo come compenso cocaina per uso personale. Lo stesso è stato denunciato per favoreggiamento della permanenza illecita sul territorio nazionale dei due extracomunitari.  Le intercettazioni hanno inoltre evidenziato, seppure in casi sporadici, il pagamento di dosi di droga con prestazioni sessuali da parte di giovani assuntrici a favore dei propri fornitori. Lo scorso ottobre, nel corso delle indagini, erano stati sequestrati 2,100 kg di cocaina provenienti dai Paesi Bassi indirizzati ai principali indagati unitamente a 3 autovetture, 17 telefoni cellulari e circa 5.000 euro in contanti. L’operazione di polizia svolta dai militari della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Tributaria ha colto in fragranza di reato 6 persone, tre marocchini residenti a Fara Olivana con Sola destinatari del carico di droga unitamente ad altri tre connazionali provenienti dall’Olanda che avevano scortato la droga nel nostro Paese. La cocaina sequestrata avrebbe fruttato sul mercato oltre 300.000 euro. Tra i quindici soggetti colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare figurano sia i piccoli spacciatori che i trafficanti internazionali individuati nel corso delle indagini. Gli arrestati, in buona parte residenti nella nostra provincia, sono stati condotti presso la casa circondariale di Bergamo. Alcuni dei destinatari dei provvedimenti di cattura, trattandosi di soggetti senza fissa dimora e spesso dimoranti all’estero, risultano ancora latitanti e nei loro confronti sono tuttora in corso attività di ricerca svolte anche a livello internazionale. (23/07/2008)

e.roncalli

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