Sabato 27 Ottobre 2007

Trezzo-Capriate, lavori al ponte sull’Adda

Da novembre dovrebbero partire i lavori di manutenzione straordinaria al ponte stradale fra Trezzo e Capriate che, a intervento iniziato, rimarrà percorribile solo nel senso di marcia dalla provincia di Bergamo a quella di Milano. La provincia di Milano si è dichiarata disposta a coprire il 50% del pedaggio dei 13.000 veicoli al giorno che, per l’attraversamento dell’Adda, saranno costretti ad entrare in autostrada. I lavori erano stati rimandati in attesa del completamento del quadruplicamento dell’ A4 via alternativa al ponte stradale per il superamento dell’Adda. E adesso la provincia di Milano (di cui il ponte è competenza) ha intenzione di dare il via all’intervento (durata prevista 100 giorni). I comuni di Trezzo, Capriate ma anche di Vaprio D’Adda e Canonica (il cui ponte rappresenta un’altra via alternativa per l’attraversamento dell’Adda), sono in realtà propensi a rimandare i lavori all’estate 2008, ma da Milano la decisione sembra già presa. Al punto che la Provincia di Milano, di fronte alla non disponibilità della Società Autostrade di rendere gratuito, durante il periodo dei lavori, il tratto autostradale Trezzo e Capriate si è dichiarata disposta a coprire il 50% del pedaggio dei veicoli che, per l’attraversamento dell’Adda, saranno costretti ad entrare in autostrada.I lavori di manutenzione del ponte -che prevedono la sostituzione della soletta, del manto stradale e dei parapetti per un importo complessivo di 500.000 euro- sarebbero dovuti iniziare lo scorso 11 giugno. A pochi giorni dal loro inizio però la Provincia di Milano aveva deciso di rimandarli appunto a novembre periodo in cui era previsto il completamento del quadruplicamento dell’A4. Scelta non condivisa dai comuni di Trezzo e Capriate che ritenevano- e ritengono ancora- che tali lavori debbano esser effettuati durante il periodo estivo ossia quando il numero delle macchine in circolazione è inferiore alla media. La Provincia però vorrebbe evitare un nuovo rinvio alla prossima estate anche perché ciò la obbligherebbe a pagare un’onerosa penale alla ditta appaltatrice dei lavori. (27/10/2007)

a.campoleoni

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