Sabato 04 Dicembre 2004

Tumori, via i tetti di spesa per le cure

Priorità agli interventi salvavita, un’attenzione particolare per le fasce più deboli con l’attuazione di 5 piani regionali e un impegno finanziario di 13,5 miliardi di euro. Sono queste le principali iniziative assunte dalla giunta regionale lombarda per il nostro sistema socio-sanitario. Proprio ieri, infatti, l’esecutivo guidato da Roberto Formigoni ha approvato il documento di programmazione 2005 proposto dagli assessori alla Sanità Carlo Borsani e alla Famiglia Gian Carlo Abelli. Tutto questo – ha commentato il presidente – «nel pieno rispetto del pareggio di bilancio, certificato dalla Corte dei Conti per il 2003, che sarà mantenuto nel 2004 e addirittura migliorato nelle previsioni per il 2005».

TOLTI I TETTI DI SPESA PER IL CANCRO In Lombardia non ci saranno più tetti di spesa per cure come la dialisi, la radioterapia, la chirurgia nel caso di cancro, infarti, ictus, e parti: questo significa che la Regione dall’anno prossimo rimborserà agli ospedali i costi di queste terapie senza i limiti di spesa che sono invece concordati per le altre prestazioni. Gli stanziamenti tengono conto di due dati in particolare: che i tumori sono in aumento e che il 70 per cento delle cure è rivolto a persone sopra i 50 anni.

Il consigliere regionale della Margherita Paolo Danuvola ha replicato all’annuncio dell’eliminazione dei tetti di spesa sottolineando che «l’aver tolto tali tetti non è una vittoria del governo regionale, quanto piuttosto un diritto finalmente restituito a tutti i malati lombardi, grazie alle sollecitazioni dell’opposizione».

PIÙ FONDI ALL’EMERGENZA Il piano riconosce, innanzi tutto, una ancora più forte priorità ai pazienti che necessitano della cosiddetta «urgenza elevata» e degli interventi «salvavita». Si tratta, in sostanza, dei casi di emergenza-urgenza (infarti, ictus, politraumi), di chirurgia oncologica maligna, di passaggio dalla fase acuta a quella riabilitativa (come nel caso dei mielolesi e dei pazienti in coma) e di tutta l’area della dialisi e della radioterapia correlate alla nefrologia e all’oncologia.

«Lo scopo – ha spiegato Formigoni – è di incrementare l’assoluta garanzia di una risposta immediata a tutti i cittadini in termini di accesso più facile e privilegiato a ricoveri e cure. Per questo tutte le prestazioni previste in questi campi avranno più risorse e un percorso assistenziale libero da ogni vincolo di programmazione». La priorità riconosciuta a questi pazienti tiene conto anche dei risultati dei monitoraggi e degli screening precoci promossi dalla Regione, che hanno individuato un tendenziale aumento delle patologie oncologiche, delle malattie infettive, della cronicità nefrologica e delle malattie rare.

L’ATTENZIONE AI PIÙ DEBOLI Nel piano 2005 è stata riservata un’attenzione particolare alle fasce più deboli. È stato infatti dato il via libera a 5 diversi piani regionali. Si tratta del piano per la riabilitazione che prevede un incremento di 700 posti letto per la sanità, di 550 per l’area assistenziale e di 1.900 per l’area geriatrica (200 per la sanità, 1.700 per l’assistenza). Il secondo piano riguarda la salute mentale e in particolare la qualità dell’assistenza ai pazienti psichiatrici, il terzo è destinato all’oncologia con la proposta di realizzare una rete integrata di servizi per l’assistenza a questi malati, mentre un quarto è riservato all’area cardio-cerebro-vascolare con l’indicazione di sviluppo dell’Osservatorio epidemiologico regionale. L’ultimo piano, il quinto, riguarda la promozione della sicurezza sui luoghi di lavoro con lo sviluppo della prevenzione nei settori dell’edilizia, della sanità, dell’agricoltura e delle infrastrutture legate all’alta velocità e ai grandi cantieri.

LE RISORSE PER IL 2005 Venendo ai finanziamenti, il sistema socio-sanitario lombardo potrà contare per l’anno prossimo su 13.511 milioni di euro. Alle Asl sono stati attributi 6.674 milioni di euro: questo capitolo – che copre il 55 per cento del totale – comprende gli stanziamenti per la medicina generale, la pediatria, la guardia medica, l’assistenza farmaceutica, la specialistica territoriale e l’assistenza sanitaria sul lavoro. Una voce significativa riguarda l’assistenza socio-sanitaria integrata, alla quale sono stati destinati 1.128 milioni di euro: per quella ospedaliera sono stati stanziati 5.885 milioni di euro. Entrano poi nel bilancio sanitario 443 milioni di euro, che rappresentano il saldo di mobilità attivo per le cure offerte ai cittadini di altre regioni.

(04/12/2004)

fa.tinaglia

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