Venerdì 25 Giugno 2004

Uccise la moglie, 14 anni di reclusione

È stato condannato a 14 anni di reclusione in rito abbreviato Issa Maiga, 37enne autista originario del Niger, accusato di aver ucciso nel 2003, a Comenduno di Albino, la moglie Clarence Carine Akoa Memong, 25 anni. Il giudice dell’udienza preliminare, Giovanni Petillo, ha anche stabilito un risarcimento in favore delle parti civili: 100 mila euro a favore della madre della vittima, Elisabeth Edoa Zanga, e 400 mila euro alla figlia dei due coniugi, di 3 anni.

Il fatto avvenne nella tarda serata del 2 settembre 2003, a Comenduno di Albino, nell’appartamento di proprietà dei due coniugi, dove gli stessi vivevano con la figlia di tre anni. Secondo gli inquirenti l’omicidio sarebbe scaturito al culmine di un litigio per questioni economiche. Al centro dell’attenzione l’asilo da pagare per la bimba, il mutuo della casa, le tante spese da sostenere. Quella sera, secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, il litigio si sarebbe fatto via via più acceso, fino alla tragedia: Issa Maiga avrebbe afferrato la moglie, sbattendole più volte la testa contro la spalliera del letto matrimoniale, nella loro camera, fino ad ucciderla. L’uomo, interrogato dal gip, a pochi giorni dal delitto, aveva detto di non ricordare il momento dell’omicidio: aveva però precisato che, durante la lite, la moglie aveva ad un certo punto afferrato un coltello, colpendolo al torace (ferita riscontrata dagli inquirenti e giudicata guaribile in 4 giorni). A quel punto sarebbe scattata la sua reazione. Resosi conto dell’accaduto, avrebbe quindi ripulito la stanza per non spaventare la figlia, avvolgendo il corpo senza vita della moglie in un lenzuolo e mettendolo in un ripostiglio. Il mattino dopo, 3 settembre, Issa Maiga aveva quindi raggiunto la sorella ad Alzano, confessandole l’accaduto. Quindi, dopo una telefonata al suo legale, era andato a costituirsi ai carabinieri di Albino. Da quel momento si trova detenuto nel carcere di via Gleno. Dopo la sentenza il difensore ha preannunciato appello.

(25/06/2004)

u.negrini

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