Un anno fa il crollo del ponte di Annone L’inchiesta prosegue, la ricostruzione no

Un anno fa il crollo del ponte di Annone
L’inchiesta prosegue, la ricostruzione no

È passato un anno dal crollo del ponte ad Annone Brianza, almeno un altro ne passerà prima che sia ricostruito. Non si è mosso nulla da quel tragico 28 ottobre, quando un autoarticolato della ditta bergamasca Nicoli (non coinvolta nell’inchiesta) cadde sulla superstrada a causa del cedimento improvviso della struttura.

Proprio in quel momento sulla carreggiata stava transitando l’auto guidata da Claudio Bertini, 68 anni, di Civate, morto nell’incidente. L’inchiesta avviata dalla procura di Lecco procede. Come reso noto da La Provincia di Como, al momento sono tre gli indagati nell’inchiesta affidata al sostituto procuratore Nicola Preteroti, a seguito del crollo del ponte. Ma non è detto che nelle prossime settimane non possano esserci novità. Le risultanze della consulenza del professor Marco Di Prisco, nominato dalla Procura, ampliano infatti le presunte responsabilità sul crollo, tanto da lasciar pensare che si possa di pari passo ampliare anche il numero degli indagati. Secondo l’esperto della Procura, l’uso improprio del cavalcavia, che ha provocato il suo crollo «è poi strettamente connesso all’autorizzazione di libera circolazione ottenuta dall’autotrasportatore Nicoli, permesso rilasciato da un architetto della Provincia di Bergamo ( che a differenza del collega lecchese non è indagato) che operava nell’agosto del 2016 in sostituzione del dirigente del servizio». Per il consulente l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Bergamo il 23 agosto del 2016 non era conforme al Codice della strada e al suo regolamento.

La consulenza costituisce uno spartiacque per l’inchiesta, perché mette tanti, tantissimi punti fermi. Perché il cavalcavia è collassato? Cause e possibili responsabilità emergono dalle 77 pagine vergate da Di Prisco. A partire da errori progettuali che, negli anni Sessanta, segnarono il cavalcavia come un peccato originale, fino alle indicazioni rilasciate da consulenti esterni dell’Anas sull’«assenza di problemi statici nel cavalcavia».

Se l’inchiesta prosegue, non altrettanto si può dire della ricostruzione. I tempi sono stati ribaditi dal sindaco di Annone Patrizio Sidoti. «Ho sentito i funzionari di Anas: intendono intraprendere la procedura d’appalto per la metà di novembre e chiuderla entro l’anno. L’impegno è di vedere ripristinato il collegamento diretto tra Lecchese ed Erbese entro la fine del 2018».

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