Martedì 03 Gennaio 2006

Un Capodanno alla fine del mondo

EL CHALTEN (ARGENTINA) - Buon anno in ritardo dalla fine del mondo, ma mi sono perso tra le meraviglie della Patagonia e della Tierra del Fuego viaggiando a zig zag tra Argentina e Cile. 

Non sono lontano dall’Antartide, durante la permanenza a Ushuaia ero a circa mille chilometri dalla punta del continente bianco, tuttavia qui è estate e le giornate sono infinite con più di 18 ore di luce e bellissime. Si guida accanto a montagne innevate e a ghiacciai, tuttavia i 20 gradi sono la normalità con il sole.


E’ stato il mio primo Natale in assoluto lontano da casa. L’ho sempre considerata una ricorrenza da trascorrere con i propri cari, ma il giro del mondo ha infranto la tradizione. Con Stefano, Nicola e una tribù itinerante che si muove sui percorsi classici della Patagonia, cosicché si conosce un bergamasco a Ushuaia e lo si incrocia in una stradina di montagna giorni dopo a centinaia di km di distanza, ho avuto la conferma che l’Argentina è indiscutibilmente un Paese fantastico, una meta che un viaggiatore dovrebbe inserire in pole position nelle preferenze.
Il Sud raccontato da Chatwin è uno scrigno di bellezze naturali quasi indescrivibili, come le lande desolate e affascinanti che si abbracciano dopo il Rio Negro, il canale Beagle a Ushuaia con la sua fauna e il panorama che dà sulle ultime terre prima dell’Antartide, il gigantesco ghiacciaio Perito Moreno, ovvero un mostro bianco che si tuffa nel lago Argentino, e la catena montuosa andina con il Fitz Roy e il Cerro Torre, mentre in Cile ci ha entusiasmato il trekking alle Torri del Paine che si ergono su una parete a strapiombo che muore in un laghetto verde.

Il giorno di Natale l’abbiamo trascorso a Ushuaia, la città più a sud del mondo, se non si considera Puerto Williams in Cile, che originariamente era un insediamento militare, dedicandoci a un’escursione in fuoristrada sulla costa est (la vigilia avevamo invece girovagato tra pub), mentre l’ultimo giorno dell’anno eravamo a El Calafate, dove abbiamo cenato e brindato a mezzanotte in un ostello con giovani di mezzo mondo quando in Italia erano le quattro di notte, catapultandoci infine in discoteca.


In Argentina ci sono tradizioni diverse con Natale e Capodanno quasi rovesciati a paragone con l’Italia. La Messa di mezzanotte di Natale è in realtà alle 20 perché dopo ci si scatena con cenoni e balli e la baldoria è quasi maggiore che a Capodanno, ricorrenza meno godereccia e più casalinga. Il consumismo ha invaso pure il Sudamerica. Nei negozi luccicanti di Buenos Aires il Natale è scattato un mese prima e la corsa al regalo è diventata frenetica alla vigilia. Intanto io sono in viaggio da cinque mesi e mezzo che sono letteralmente volati via, non mi domando più perché ho deciso di intraprendere il giro del mondo, ma penso soltanto a realizzarlo. E’ già tempo di controllare scrupolosamente le risorse economiche e sul piano organizzativo ci sono sempre problemi da risolvere e decisioni da adottare. Sono in ritardo sulla tabella di marcia, così come nei racconti (sì, lo so, devo ancora completare l’Africa), sto navigando a vista, ma gestire un’avventura così complessa è un’impresa. Le prossime tappe saranno Cile e Bolivia, mentre a febbraio sono orientato a entrare in Brasile, fare un salto in Amazzonia (ma senza fuoristrada) e completare la traversata in Sudamerica sulla costa orientale. L’orizzonte è l’Alaska a fine aprile. Marco Sanfilippo

l.moretti

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