Lunedì 03 Gennaio 2005

Un esercito di colf e badanti in attesa di sanatoria

«Badanti e colf non in regola? Sono tantissime, veramente tante. Aspettano una nuova sanatoria, arrivano con il permesso di tre mesi a scopo turistico e poi, in genere, hanno amici o parenti che hanno trovato loro un’occupazione e si fermano. Ma non possono venire messe in regola, nemmeno se è il datore di lavoro a volerlo. E ormai nemmeno su chiamata nominativa». Daniela Mazzoleni è presidente dell’Api-Colf, l’associazione cattolica a cui fanno riferimento numerose Colf e badanti straniere. I dati bergamaschi emersi da una ricerca nazionale realizzata da Caritas e Inps si fermano alla fine del 2003: fra la nostra città e la provincia gli «addetti stranieri alla collaborazione familiare» erano 6.153. Da notare che prima della grande regolarizzazione, avvenuta durante il 2002, badanti e colf in regola erano soltanto 1.264. In un anno il numero è pressoché quintuplicato. Siamo all’ottavo posto in Lombardia, preceduti da Lodi (6,4), Varese (6,6), Brescia (7,0), Pavia (7,2), Como (9,2), Mantova (7,5) e infine Milano con ben 15,2 badanti o colf rispetto a mille abitanti. Per contro Sondrio, Cremona e Lecco presentano un numero inferiore a Bergamo.

Dice la ricerca di Caritas e Inps: «Oggi gli immigrati addetti al settore della collaborazione familiare dovrebbero essere almeno mezzo milione. Alle colf immigrate si aggiungono solo 100 mila italiane, sempre meno presenti nel settore. Fra le straniere prevalgono le persone che vengono dall’Est: sono circa 268 mila. Al primo posto l’Ucraina con più di 100 mila addette». I dati confermano le impressioni raccolte all’Api Colf di Bergamo: in testa alla classifica delle nuove regolarizzazioni c’è l’Ucraina con oltre 90 mila richieste accettate, seguita da Romania (65 mila) e Polonia (26 mila). Poi l’Ecuador con 25 mila regolarizzazioni. Per l’Africa al primo posto il Marocco con poco meno di 10 mila lavoratori messi in regola.

(03/01/2005)

fa.tinaglia

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